Nel lavoro che svolgo quando non mi occupo delle mie speranze editoriali, ho a che fare con clienti tra loro molto, molto diversi. Diversi intendo per peso economico. Si va dai grandi enti ai piccoli comuni, oppure grandi aziende e/o piccoli privati. Tutti però interessati all'acquisto del servizio offerto.
Bene, è da molti anni che mi sono preposto come modalità di comportamento quella di tenere verso tutti indistintamente lo stesso comportamento. Cioè un cliente che spende pochi euro è uguale a un cliente che spende molti euro. Punto e basta. A tutti il massimo del servizio possibile.
Perchè? Perchè - come direbbe Montalbano - "mi sono fatto pirsuaso" che la democrazia, la vera democrazia sia anche una questione di atteggiamenti personali verso l'altro, nel piccolo mondo che ci circonda. E io sono democratico, mi sento democratico, voglio praticare la democrazia. Considerare cioè tutti uguali di fronte a se stessi, tutti con gli stessi doveri, gli stessi diritti.
Un altro esempio: non molti anni addietro giravo con una grossa Volvo. Era bella, enorme. Bene, non so perchè, ma quando ero in autostrada sulla corsia di sorpasso, le altre auto, molte altre auto, mi cedevano il passo, mi davano strada. Ma non è che io lo avessi chiesto o che corressi (anche perchè la volvo era bella si, ma immobile praticamente), direi più che altro per servilismo. Oggi, che giro con una più modesta Agila, vedo che invece sulle autostrade si PRETENDE che io, in quanto viaggiatore su un'utilitaria dia strada. Incapaci cioè anche nel traffico di esercitare la democrazia nei suoi diritti e nei suoi doveri.
Ora, credo che il web abbia molte carte per essere un bel posto dove esercitare una democrazia abbastanza autentica. Peccato che chi lo abita sia ancora umano, e abituato al servilismo interiore prima che esteriore. Peccato, perchè questo altera tutti i giudizi.
Senti a me, webbano, uccidi il servo e il padrone che sono in te e prova a fare da solo. Ne guadagnerai in coscienza personale, in autostima, in capacità.