Venerdi 18 Notte fonda
Si riapre l'eremo calabro in quel di Petramala (la storia gli ha dato un altro nome, ma Petramala mi piace molto di più) e eccoci di nuovo qui, dopo il classico viaggio di ordinanza sulla Salerno-Reggio Calabria. Ormai a Battipaglia, di fronte alla fila da "lavori in corso" ho un sussulto di tenerezza. Quasi piango di nostalgia. Reincontrare l'attesa , lungo la linea d'asfalto, è come reincontrare un vecchio amico. Tremo, pensando a quando i lavori saranno finiti e con buona pace degli italiani potremmo finalmente regalare a qualche grande industriale del nord tutto il percorso, così - loro - potranno finalmente mettere a frutto tutti i nostri soldi. Ma sono ingeneroso. Io non tremo per il benetton di turno; tremo perchè non troverò più la fila, e questa raggiunta modernità griderà a gran voce che un altro pezzo della originale sudisticheria italiana (nonchè della mia vita) se ne è andato.
Bando alla malinconia. Siamo in vacanza. Dopo le nove ore di ordinanza eccoci qui, all'ombra del castello. Non vedo il mare li, in fondo alla valle, ma lo immagino però. E' un'ombra scura e silenziosa in fondo all'orizzonte. La luna illumina gli ulivi sparsi per tutte le campagne e il mio eremo è splendido. I mesi di abbandono non lo hanno mutato. Stanchi andiamo a dormire. Mia moglie però parte subito per la sua prima lavatrice. C'erano dei panni gelosamente conservati lì per mesi e mesi che attendevano impazienti, e allora via per il migliore programma disponibile. Alcuni anni fa intervenivo criticando, anche aspramente, questo anelito verso il "bianco più bianco" a qualunque ora del giorno o della notte e in qualunque latilongitudine. Ora mi sono arreso. Che ognuno combatta con i propri fantasmi.
Sabato tutto il giorno
Mare,mare, mare, mare, mare,mare. Sole,sole,sole,sole,sole. Ho letto il primo libro che avevo portato per le vacanze: Absurdistan. Non so che giudizio dare. La lettura stanca, manca di vivacità, e nonostante la volontà di essere leggero nella descrizione di questo mondo in disfacimento, il disfacimento è veramente troppo per riuscire ad essere leggero. Comunque devo dire che aver resistito sino alla fine ha avuto i suoi pregi: l'intreccio della storia è da tenere a mente. Machiavelli è ormai un povero pivello rispetto alle grandi strategie internazionali.
Grandi novità in quel di Petramala: dopo anni di onorato servizio va in pensione il mio Barbecue, e viene sostituito da un nuovo e più capiente apparecchio. E' morto il barbecue! Viva il barbecue!! Naturalmente è stato inaugurato subito con una grigliata mista di carni sapientemente innaffiata da un cirò bianco di tutto rispetto. Ho avuto qualche difficoltà a farlo partire, ma poi tutto bene.
Domenica sera
Il fontanaro ha colpito ancora! Siamo senza acqua. Voi direte: "è normale al sud". Manco per niente! Risponderò io. Questo paese trabocca d'acqua! E' pieno di canali, fontane, fiumi, torrenti. Il problema è un altro: il fontanaro!
Il fontanaro (alias U funtanaru) è l'impiegato comunale addetto al pompaggio delle acque. Colui che deve provvedere a girare le necessarie valvole e riempire il sebatoio che - a monte del castello - provvede a rifornire di acqua la parte alta del paese. Ora, è vero che la parte alta del paese è disabitata, e che nel pieno dell'estate, con tutta la mia famiglia e gli altri abitanti non superemmo i quindici elementi; è vero che il volume delle lavatrici di mia moglie è tale da far sballare qualunque presunto consumo d'acqua; è vero tutto, ma perchè nel resto del mondo (almeno quello civile) si è usi utilizzare quel prodigio fantastico chiamato "elettrovalvola" e qui no? Qui bisogna attendere il lunedì mattina, litigare per telefono con l'addetto comunale, immaginarlo mentre - suppongo maledicendo tutti i Romani ( e tutti i saraceni, ma questa è un'altra storia) in vacanza - si reca a girare la valvola, e dopo pochi minuti si ha di nuovo l'acqua. Gioie del Sud. Ho finito il secondo libro: "L'avventura di Pietro Pomice" di Carlo Manzoni. romanzo umoristico letto in edizione originale Rizzoli del MCMXLIIII. Carino. Quanto mi piace il romanzo umoristico. Questo poi era oltre il confine del surreale. Ormai sono pochissimi gli autori in grado di scrivere romanzi umoristici .Pulsatilla scrive bene l'umorismo, anche se in lei c'è comunque una vena di angoscia che nei Manzoni, nei Mosca, nei Guareschi, non era per nulla presente. Il senso dei tempi credo. tragici cioè.
Lunedì
Oggi ho presa una vacanza anche dalla vacanza: ho mollato tutta l'allegra famigliola che se ne è andata al mare e me ne sono rimasto nell'eremo. Che bello! Ho dormito fino alle tre; ho pranzato con un piatto di pomodori e tuma (meraviglioso formaggio del posto) e iniziato un libro di Conrad: Racconti di mare e di costa. Poi lunga chiacchierata con Splinder e questa sera serata gastronomica in paese.
La felicità delle piccole cose.