venerdì, 16 ottobre 2009
Bene,
ieri si è svolto l'annunciato incontro sul parcheggio di Termini.
E' andato bene, c'era veramente molta gente, mi è piaciuto e credo sia il caso di riflettere un secondo su quel pubblico appuntamento.
La prima considerazione è sull'afflusso di persone. Grande, imponente. E su questo non ci si può esimere dalla considerazione di come la gente si muova in massa sui temi che veramente la interessano (come 2000 macchine parcheggiate ad altezza finestra), e come tali occasioni ricompongano lo scomposto quadro della sinistra italiana, dalla piu' centrista alla piu' antagonista.
Credo che questo deve fare riflettere su come si possa tornare  un domani a governare questo paese: con un programma reale da svolgere realmente per risolvere realmente i problemi del paese, e la gente, tutta la gente di sinistra ci seguirà.
La seconda considerazione è nel significato, nel senso che poi le persone danno all'incontro in assemblea. Un senso pieno, denso di se e delle proprie emozioni. Sono volate anche parole grosse, in assemblea. Vecchi risentimenti che hanno preso forma, scontri tra egoismi e generosità personali, però insieme sono uscite buone idee, organizzazioni di persone, cose da fare e modi per farle.
Bellissimo. Difficile ma bellissimo.
Così è bello fare politica.

Ah, dimenticavo.
Oggi invece si è consumato l'ennesimo boicottaggio ai danni del nostro circolo di Sinistra e Libertà Esquilino Celio Monti e della nostra compagna Letizia Cicconi, capogruppo al consiglio del I Municipio.
Dopo essere riusciti a far approvare un ordine del giorno contro il razzismo (ci è sembrato importante. In senso generale e perchè il 17 c'è una manifestazione nazionale contro il razzismo) e essere riusciti a far intitolore l'aula consiliare a Peppino Impastato, ne abbiamo datro notizia al nostro sito ufficiale www.sinistraeliberta.it Con poche speranze di pubblicazione, visti i precedenti di totale oscuramento del nostro lavoro. Invece ci hanno pubblicato la nostra news.
"Qualcosa è cambiato", mi sono detto.
Invece no. Evidentemente accortisi della svista di aver dato notizia dell'azione svolta dai pericolosi Manscevichi del I Municipio, i Bolscevichi al potere hanno provveduto a cancellare la news.
Rimane però la traccia del delitto commesso, perchè effettuando la ricerca su google (almeno sino ad ora) di "Sinistra e libertà al lavoro nel I municipio" si arriva al punto dove era la pagina prima di venire cancellata.
Di fronte a questa ennesima violenza perpetrata nei i confronti di tutto quel 7% della popolazione che ha votato sinistra e libertà nei nostri rioni, e della sua rappresentante, io non ho piu' parole.
E' evidente che le parole - e gli atti - le devono avere quelle persone, interne al movimento che hanno la capacità di rimuovere con effetto immediato chi intende la politica non in senso democratico e dialettico, ma come una palestra di soprusi in cui eliminare chi non si piega agli interessi personali,  mantenendo invece  intorno a se solo inutili mascherine senza voce e senza capacità di usarla la voce, da ricompensare con piccoli incarichi di nessun valore come fossero biscotti da dare alle scimmie ammaestrate.

Meno male che esiste un'altra politica.

lunedì, 21 settembre 2009

Spero siate in molti a conoscere Bulgakov, grande scrittore russo nato nel 1891 e morto nel 1940 ha avuto la fortuna e la sventura di vivere i grandi eventi del suo paese, e descriverli con una penna che definire soave è ancora poco. "Il maestro e Margherita" è secondo me il suo capolavoro, come i racconti o la "Guardia Bianca" che sono testi eccezionali.  
Però ieri, mentre tornavo a Roma da Napoli, dove ho assistito all'assemblea "fondativa?" di Sinistra e Libertà mi è tornato alla mente "Cuore di Cane", libro altrettanto noto di Bulgakov, ma poco compreso.  E' la storia di un cane randagio che grazie al trapianto di alcuni organi diventa un uomo. Purtroppo ciò non ne cambia la sua natura di animale  e da qui è tutto un susseguirsi di eventi, che svolgendosi nella Russia della rivoluzione, ci dimostrano come è difficile elevarsi oltre se stessi, oltre la propria natura.
Lessi questo romanzo da adolescente, e come per i viaggi di Gulliver (altra grande prova di ironia) , me ne sfuggì il vero senso. Poi da adulto, rileggendolo, leggendo gli alri scritti di Bulgakov e sapendo di più della sua vita, un poco mi si è chiarito il vero senso del testo.
Realizzato nel 1925, "Cuore di cane" è rimasto inedito per più di mezzo secolo, e non è difficile capire perchè. Basta pensare alla figura del dottore che opera "Pallino", il cane : "barbetta a punta, baffi canuti... "ravvolto in "... una pelliccia di volpe argentata..."  E' Lenin, non c'è dubbio.  Quel cane, trasformato in essere umano poi che rimane bestia, e che sopratutto si trova benissimo - alla fine - con le caricaturali figure del proletariato urbano rappresentate da Bulgakov, e sopratutto con le loro bassezze, non è altro che la rappresentazione della già visibile deriva tragica della rivoluzione russa. Uccisa dalla natura degli uomini, dai loro stessi creatori.
Perchè mai questo parallelo? E' stata, quella di ieri (quasi tutta) una bella assemblea, partecipata, piena di idee, voglia di cambiare, di riscattare questo paese così mal ridotto.
Poi però, alla fine il "cane" ha mostrato la sua vera natura. Nonostante fosse stato espressamente richiesta una votazione palese delle mozioni presentate, e nonostante per questo specifico motivo fosse stato richiesto più tempo (sottraendolo quindi al dibattito), alla fine la votazione è stata una vera farsa. Si è votato su qualcosa che era per un quarto un sunto delle necessità espresse dalla base e per due terzi le decisioni già assunte dai "vertici" di quei "coriandoli" della sinistra che ancora oggi misurano i propri passi con la necessità di conservare la poltrona o , nel migliore dei casi, l'unità di quel che resta di micro partiti ormai superati dalla storia e diventati loro malgrado solo un freno per ciò che resta della sinistra e che tenta disperatamente di rinascere.
Quindi alla fine, ciò che nelle "segrete stanze" era stato deciso ha avuto il suo svolgimento:
-  Nessun portavoce di Sinistra & Libertà (benchè Vendola ne abbia avuto dalla platea l'investitura);
- Un coordinamento nazionale composto da membri scelti non si sa da chi e sopratutto scelti non democraticamente ma per cooptazione (nonostante le persone siano degnissime e rappresentino anche gli elettori di S&L, purtroppo il metodo non va; è pregiudicante il processo di formazione del nuovo partito della sinistra);
- congresso fondativo rimandato a dopo le elezioni regionali, così avremo tutto il tempo di farci dilaniare da questo e da quello, e sopratutto ognuno (di loro) potrà pesare - nella urna - il risultato conseguito in termini personali, e quindi decidere - a posteriori - del proprio destino politico;
- coordinamenti regionali da eleggere entro il 15 ottobre, "con gli stessi criteri", almeno così è detto.
Quali criteri, la cooptazione per decisione divina? Quali criteri?

Ora, che fare? Non so che fare. Perchè, a sinistra non è possibile praticare la democrazia? Perchè non si è capito che così, nel nostro nuovo armadio, abbiamo messo il primo scheletro?
Dove possiamo andare ora?

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categoria:politica, socialismo, sinistra democratica, sinistra e libertà
mercoledì, 16 settembre 2009

Si è svolta ieri l'assemblea Romana del movimento Sinistra&Libertà. Come forse non tutti sanno a Napoli si sta svolgendo la festa nazionale e Domenica 20 ci sarà un'assemblea importante ( d'altronde perchè dovreste saperlo?Chi parla più della sinistra? Ma questa è un'altra storia.) e si cerca di prepararsi nei territori all'evento.

Sono andato, era mio dovere oltre che diritto e poi volevo vedere, capire. Il mio sconforto però non smette di persistere. Ma siamo questi? Era il mio pensiero mentre ero li. Sempre questi? Su di noi non volava bassa l'ala dell'imbecillità, questo no, ma l'ala della noia quella si. Senz'altro.

Ma forse ero io, sono io che non mi trovo, che non ci sono. Poi ieri è stata una giornata difficile, con problemi di tanti tipi: familiari, lavorativi; poi il traffico, la pioggia...

 E allora ci ho pensato tutta la sera, e anche questa mattina: cosa c'era che non andava? Erano i volti che non sento come amici? Eppure lo so, sui temi fondamentali - se li discutessimo - ci troveremmo senz'altro d'accordo. C'erano frasi non dette? Gelosie personali? Strategie di potere? Piccoli intrighi di quel micropotere residuale ancora rimasto vicino ai "coriandoli" della sinistra?

Non ho trovato una risposta, purtroppo. Allora mi sono chiesto: ma cosa avresti voluto sentire da quel palco, che non c'è stato? E finalmente la risposta si è avvicinata. Continuando a chiedermelo ho immaginato il discorso che avrei voluto sentire:

"Cari amici, cari compagni, si avvicina il momento di far nascere il nostro partito. Le ultime elezioni, con il milione di voti raccolti, hanno confermato come esista la possibilità di dare voce alla sinistra in Italia. Una sinistra non più prigioniera del passato, ma neanche dimentica della sua storia, delle sue radici; Una sinistra progressista, capace di progettare un futuro per questo paese che non sia fatto solo di incertezze e ingiustizie, ma di equità e speranza; una sinistra che raccolga le migliori istanze del socialismo e dell'ecologismo coniugandole con un progetto di Italia nuova, diversa.

Potremmo parlare ancora di ciò che intendiamo per Sinistra, ma è venuto ormai il momento dei fatti, quindi passiamo al lavoro che ci aspetta in vista dell'assemblea nazionale di formazione del partito della sinistra. Ognuno nel proprio territorio ha formato con gli esponenti dei vari movimenti direttivi comuni, quindi credo che per iniziare la discussione romana sulla forma del futuro partito, si possano prendere come base gli statuti delle diverse formazioni e formare una commissione sull'argomento che li esamini riportando all'assemblea le sue proposte. Chi è interessato si iscriva e si sposti nella saletta per discuterne; Buon lavoro e ci vediamo tra due ore per esaminare le vostre proposte.

Parliamo ora del programma del nuovo partito e del programma di lavoro da qui alle prossime elezioni regionali. L'idea delle campagne di mobilitazione è ottima. I temi sono interessanti e contribuiranno a tenere viva la militanza della nostra base e l'attenzione su di noi. Credo però che, per essere un partito diverso dagli altri che non sia pensato come una macchina elettorale da accendere all'occasione e per sviluppare un pensiero organico sul paese che vogliamo, dobbiamo inserire  i temi affrontati dalle singole campagne in un discorso più ampio in un programma di lavoro che diventi al contempo il programma politico del nuovo partito della sinistra.

Partiamo da cosa non va e cerchiamo di arrivare a come lo vorremmo.

La Giustizia? Si. La giustizia non funziona. E' necessario fornire il nostro sistema giudiziario di nuove risorse economiche; è necessario rivedere il modello carcerario, prevedendo si nuove carceri, ma insieme diversi modalità di scontare la pena; è necessario abrogare le aberrazioni legali prodotte da questi ultimi governi.

Il conflitto di interessi? Si. E' da affrontare subito con una legge che impedisca il ripetersi di ciò che è successo negli ultimi venti anni...

La Laicità dello stato? Si. E' da ribadire e da coniugare con la vita reale del paese, dalle unioni civili all'insegnamento nelle scuole...

La politica energetica? Si. E' da sviluppare con il massimo vigore una politica di sviluppo delle energie rinnovabili nel paese, seppellendo per sempre l'ipotesi nucleare...

La finanza ? Si E' necessario che lo stato si riappropri della sua funzione di garante dell'equità del mercato e sopratutto che sottolinei con forza come la salute e la crescita culturale e sociale del cittadino rimane sempre e comunque il suo metro per l'azione nella società.... "  

Ecco, tutto questo avrei voluto sentire. Purtroppo così non è stato, e anche questa volta sono tornato a casa - nel traffico e sotto la pioggia - veramente sconfortato chiedendomi ancora una volta: ma esiste la sinistra che io penso, o è solo un frutto della mia (perversa) immaginazione?

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categoria:politica, comunismo, democrazia, socialismo, sinistra e libertà
sabato, 18 luglio 2009
 Buongiorno,

sono Fabrizio Rasori di Sinistra e Libertà Esquilino Celio Monti.

Sono qui perché mi ritrovo perfettamente nell’appello di chi ha promosso questa assemblea. Mi ritrovo nella ricerca di aggregazione intorno ai valori di una sinistra moderna, laica e progressiva. Mi ritrovo nella necessità di dare una forma a questa aggregazione. Mi ritrovo nella necessità di sviluppare un programma di azione politica basati sui valori della sinistra: del laicismo, della ricerca di un vero progresso, di vera uguaglianza e vera giustizia.

La via scelta sul nostro Territorio, Esquilino Celio Monti, rioni del primo municipio, è stata quella di dare forma a questa necessità realizzando da subito una unità territoriale del costituendo partito ( speriamo costituendo) Sinistra e Libertà; così, il 24 giugno nel nostro quartiere, semplici cittadini e militanti di sinistra democratica si sono incontrati e dato vita a Sinistra e Libertà Esquilino Celio Monti.

Lo abbiamo fatto per una via – ci dicono – inconsueta e che ha dato da discutere. Lo abbiamo fatto costituendoci da subito in forma associativa, con uno statuto – certamente provvisorio - , ma che, oltre a regolare il funzionamento della unità territoriale, riporta come propri valori fondanti, riporta integralmente i valori fondanti delle forze politiche che hanno dato vita alla lista Sinistra e Libertà.

Riporta e fa propri i valori fondanti della Federazione dei Verdi, del Partito Socialista, della Sinistra Democratica. Avrebbe con piacere riportato, lo statuto provvisorio così realizzato, anche i valori fondanti del movimento per la sinistra e di uniti per la sinistra, se questi fossero stati reperibili in qualche luogo. Lo dico perché non si pensasse a volute esclusioni. Così non è.

Questa azione, formarsi in unità territoriale non è stata senza conseguenze. Dare, da subito, una forma partito all’esigenza degli elettori ad alcuni non è piaciuto.

E io sapevo che sarebbe successo, che non sarebbe piaciuta, e sono anzi stato contento quando ho sentito questi “qualcuno” arrabbiarsi.

Perché ho capito che la provocazione era andata perfettamente a segno. Perché, mostrare realmente SU CARTA la possibilità di far coesistere valori di partiti diversi che nulla hanno in contrasto tra loro, venendo tutti dal comune patrimonio della sinistra,fa cadere nei fatti molti degli alibi di chi ne predica l’inconciliabilità per poter invece difendere il proprio piccolo spazio personale all’interno del sistema politico italiano. Fa cadere gli alibi e insieme mostra il limiti del nostro corpo dirigente, che con difficoltà riesce ad emanciparsi dagli schiaccianti meccanismi della politica fatta per mestiere.

Però, secondo me, oltrepassare la discussione sulla forma partito ha un’ altra, importante conseguenza, ed è quella di spostare finalmente la discussione sul “che fare” da Sinistra per questo paese.

Noi oggi viviamo in un paese che è praticamente alla bancarotta. Bancarotta Finanziaria, bancarotta economica, bancarotta morale, bancarotta idrogeologica, bancarotta ambientale, bancarotta della giustizia. Viviamo in un paese che ha fatto della precarizzazione e della consegna al privato di tutto ciò che è lo sStato, una bandiera. Viviamo in un paese che sembra aver volontariamente rinunciato a costruire un qualsiasi futuro per i suoi cittadini.

Ecco, io credo che questi temi debbano essere il centro della nostra discussione. Come invertire – da sinistra – la crescita del debito pubblico; come risanare – sempre da sinistra - moralmente e eticamente un paese in cui tutto sembra diventato legittimo; come rendere efficiente una giustizia che non ha bisogno della ennesima personalistica riforma, ma semplicemente di più mezzi economici e di modernizzarsi; come risanare idrogeologicamente un paese dove intere regioni sono sull’orlo – se non oltre - della catastrofe ambientale per la non gestione del territorio, della risorsa rifiuto.

E si potrebbe continuare.

Per tutto questo, io credo che sia necessario che le unità territoriali di base si confrontino tra loro per arrivare all’appuntamento di settembre, non solo con la corale richiesta di chiarimento rispetto alla formazione del partito, ma anche ( permettetemi il ma anche) con una precisa piattaforma di azione politica e programmatica per il costituendo partito di Sinistra e libertà.

Ho Finito.

Grazie




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categoria:politica, sinistra e libertà
giovedì, 16 luglio 2009
Finalmente, nel mare magma della politica vera sta succedendo un fatto nuovo.
Dopo anni di traccheggiamenti, abili giravolte, fantastiche passeggiate sul filo, il popolo della Sinistra, quel popolo che si ostina a pensare che possa esistere una vita migliore, un paese con leggi rispettate, dove personaggi come Berlusconi siano relegati li dove devono, nelle pagine del gossip delle riviste da sfogliare dal parrucchiere, quel popolo lì si sta ribellando ai suoi "leader" e si sta autoorganizzando politicamente.
E' un fatto nuovo, storico, e nessuno ne parla.
Si  è svolta il 14 luglio a Cinecittà una assemblea molto partecipata in cui gli autoconvocati di SINISTRA E LIBERTA'  hanno aderito ad una mozione che richiede un percorso costitunte e partito subito, a partire dall'appuntamento nazionale di Settembre, e la stessa cosa sta succedendo in tutta Italia.
 Arrivano notizie, che la rete ritrasmette in tempo reale, di assemblee simili in tutta Italia. La necessità di slegarsi dall'immobilismo e dalla mancanza programmatica che sino ad ora ha caratterizzato la sinistra italiana ( o meglio quel che resta di detta sinistra) è esplosa.
E' un fatto nuovo, eccezionale. Si apre ora la possibilità di dare finalmente vita ad un partito vero, la cui istanza principale non sia la sistemazione materiale del suo gruppo dirigente, ma reali istanze politiche espresse dalla base.
La cosa mi riempie di soddisfazione, perchè testimonia che la nostra provocazione del "partito Subito", con tanto di statuto e norme,  è perfettamente in linea con il sentire comune  del popolo della sinistra.
Staremo a vedere.
Intanto AUTORGANIZZAZIONE!!!!!!
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categoria:politica, democrazia, socialismo, sinistra e libertà
giovedì, 02 luglio 2009
Sui monti della Navarra, tra boschi e paesaggi incantati, mnetre da pellegrino laico sono assorto nella meditazione sui mie limiti e su come fare ad arrivare a Santiago di Compostela con tutte e due le gambe in condizioni non proprio pietose, proprio li', proprio su piu' bello che mancava poco all'estasi, e non c'era neanche Santa Teresa, mi arriva una telefonata da quel posto che io iniziavo gia' a pensare fosse stato solo un incubo: l'Italia. Era Vera, e' vera.
- Ciao, ho saputo che avete sciolto Sinistra Democratica
- Si, abbiamo dato corso a quello che...
Mi interrompe nervoso - Ma chi lo ha deciso?
- Beh, erano un milione, sono venuti a votare per noi...
- ma queste cose non si fanno cosi'
- ???
- Il vostro e' un metodo antidemocratico...
Finalmente trovo la forza di ribattere - Guarda che ne abbiamo dato annuncio pubblico, ma tu dov'eri ? Sai, sono mesi che noi ci roviamo il mercoledi' alle 18, ma non ricordo di averti mai visto.
- Queste cose non si fanno cosi', il consiglio di garanzia...
- Il consiglio di garanzia??  Vuoi dire quell'organo del movimento da cui aspettiamo ormai da tre mesi qualche notizia? Esiste allora?

Vi risparmio il resto. Compagni. Il vertice e' da abbandonare tutto. Prendiamo Vendola e scappiamo, subito!!
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categoria:politica, democrazia, sinistra democratica, sinistra e libertà
sabato, 20 giugno 2009

" Abbiamo alle spalle le emozioni dell´ultima campagna elettorale e tutti sapevamo quanto sarebbe stato difficile raggiungere il quorum del 4%, il frutto avvelenato dell´accordo tra i grandi partiti italiani. Nonostante Sinistra e Libertà non abbia superato lo steccato eretto il risultato ottenuto è tutt´altro che disprezzabile.
1 milione di persone ha espresso il proprio voto ad una lista che sino a poche settimane fa non esisteva, ad un simbolo totalmente nuovo e ostracizzato dai grandi mezzi di comunicazione durante la campagna elettorale.
Ora però abbiamo sulle spalle una grande responsabilità: far contare davvero questo milione di
donne e uomini che ci hanno dato fiducia, e se ciascuno di noi tornasse gelosamente nel proprio piccolo recinto, avremmo tradito le speranze che in noi sono state risposte.

1 milione di donne e uomini ci chiedono ora di costruire una nuova sinistra, capace di affrontare la sfida del buon governo, e che lo sappia fare con il linguaggio dell'uguaglianza, del progresso per tutti, della vera giustizia per tutti. Una sinistra nuova, che raccolga e sviluppi le istanze ecologiste coniugandole con l'economia reale del nostro paese. Una sinistra vera, che sappia raccogliere e realizzare le speranze di una vita più felice e migliore per tutti.
Dalle elezioni europee, le forze tradizionali del socialismo europeo hanno subito una cocente sconfitta.
Nei paesi in cui queste realtà hanno ecceduto nel moderatismo, rendendosi indistinguibili al campo conservatore, sono state profondamente penalizzate dagli elettori. Con la crisi economica che
batte con durezza in Europa, le promesse della crescita senza fine, dell´opportunità illimitate legate ai processi della globalizzazione, di cui i partiti della sinistra riformatrice sono stati i cantori, sono
naufragate con l'emergere di nuove inaccettabili forme di disuguaglianza.
Qui c´è la sfida della nuova sinistra. Dobbiamo immaginare un nuovo lessico che ci consenta di ricucire insieme i brandelli sempre più sfilacciati delle nostre società. Quel milione di donne e di uomini ci chiede di rimetterci in cammino. Non possiamo pensare di costruire una nuova sinistra, con la testa rivolta al
passato. La fiducia che ci è stata accordata non è illimitata, l´esperienza del recente passato ce lo insegna. In questo senso, crediamo sia necessario non indugiare nel percorso che ci attende.
Le nostre identità non debbono essere l'ostacolo alla costruzione di una nuova sinistra, ma al contrario la ricchezza di una forza sempre più grande e varia. Non areniamoci nelle secche della vecchia politica, della quote, dei bilancini, del correnti e dei contrappesi.
Individuiamo sin da ora un percorso diverso, dove ciascuno di noi vada a rappresentare se stesso, una esperienza fondativa in cui le porte e le finestre siano spalancate, in cui ad una testa corrisponda un voto.
Sinistra Democratica Esquilino, realtà politica di un territorio romano in cui Sinistra e Libertà ha raccolto circa il 7% , ha deciso di seguire un percorso fondativo sin da ora.
Mercoledi 24 alle 18 presso il Cielo Sopra l'Esquilino in via Galilei 57 a Roma, la realtà di movimento di Sinistra Democratica Esquilino si scioglierà per dar vita, con atto costitutivo e sin da subito ad una unita' territoriale del partito SINISTRA E LIBERTA'.
Non possiamo fermarci, 1 milione di donne e di uomini in Italia (e c.a. 1200 a Celio Esquilino Monti) ce lo chiedono."

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E' indetto per mercoledì 24 giugno 2009 alle ore 18, presso l'ass.ne Il Cielo Sopra l'Esquilino via galilei 57 Roma il direttivo di Sinistra Democratica Esquilino. Il direttivo è aperto a tutti gli iscritti, i simpatizzanti e gli elettori di Sinistra e Libertà dei territori di riferimento.
Oggetto del direttivo sarà:
1. scioglimento di Sinistra Democratica Esquilino e formazione di Sinistra e Libertà Celio Esquilino Monti
2. Organizzazione della formazione politica sul territorio
3. Apertura della campagna di Adesione a Sinistra e Libertà Celio Esquilino Monti
4. varie e eventuali.

postato da: Faberjack alle ore 19:39 | Permalink | commenti
categoria:politica, primo municipio, sinistra e libertÃ