sabato, 11 luglio 2009

Quando ero ragazzo a Roma, i turisti erano apostrofati proprio cosi' : "anvedi sto' pellegrino'!!"

Oggi a Roma di pellegrini non mi sembra di vederne piu'. Oggi sono turisti, punto e basta.

Sara' quindi per nostalgia che ho passato le ultime due settimane sulla rotta Sain Jacq Pied de Port - santiago di Compostela, cosi' come prima di me , per molti secoli, hanno fatto tanti altri pellegrini?

No, non credo.

Allora una improvvisa conversione al cattolicesimo sulla via della mezza eta'?

Mi pare presto e non e' nelle mie corde.

Allora perche'? Cosa mi ha spinto a farmi questi quasi 300 chilometri a piedi tra montagne boschi e campi di grano?

Questa domanda me la sono posta piu' volte lungo il percorso della grande esperienza che e' il Cammino di Santiago di Compostela e oggi so che non c'e' una sola risposta. Credo che ognuno ha le sue. Rivelate o nascoste che siano, ognuno ha le sue.

Mettendosi alla prova, sia fisicamente che spiritualmente, si scopre di noi cio' che gia' sappiamo, dei nostri pregi e dei nostri difetti, con la possibilita' dal valore incalcolabile, di potercisi direttamente e immediatamente confrontare, senza mezzi termini, senza false verita'.

In questo percorso ognuno ha l'opportunita' di confrontarsi con se stesso e trarne delle conclusioni. Per quanto mi riguarda, l'esperienza e' stata magnifica. Consiglio a tutti di farsi trecento chilometri a piedi dalla francia alla spagna nel mese di luglio.

Portate l'acqua pero'.

 

postato da: Faberjack alle ore 13:09 | Permalink | commenti
categoria:santiago di compostela