lunedì, 11 febbraio 2008

Ho un ritorno d'infanzia. Qualche volta succede. Qualcosa si smuove. Qualcosa mi smuove, e ecco che i ricordi fluiscono, le sensazioni. Questa volta è stata la frase di un post, parlava di rastrelli da spiaggia. E in un attimo eccomi li bambino.

E' il 1969, è estate. Sono veramente piccolo: ho sei anni e sono in colonia con mia zia e mia nonna. Sono in colonia perchè sto sempre male e ho bisogno dell'aria di mare, che mi fa tanto bene. Così almeno dice mia zia mentre corriamo la mattina, sulla spiaggia: Respira! - Mi grida correndo e allargando le braccia per farmi vedere come fare - C'è lo iodio!  E io lo immagino lo iodio, quasi lo vedo: è una polverina magica e dorata che sta tutta sopra la spiaggia e mi entra nei polmoni e mi guarisce, e io respiro e trattengo il fiato, con dentro lo iodio, così guarirò e  diventerò grande e forte. E corro, corro dietro a mia zia, finchè non trovo di meglio da fare, come meravigliose polpette di sabbia. Le faccio con la sabbia bagnata. La bagno, la sabbia,  con il secchiello che ho riempito di acqua di mare, poi la impasto, e alla fine le mie polpette le pano. Le pano con la sabbia asciutta. Chiara. Sono belle come quelle della mia mamma. Chissà che sapore hanno. Forse le ho assaggiate, perchè ho il ricordo della sabbia nella bocca.

Quell'anno succedono altre cose importanti.

Una sera, ho bevuto troppa acqua, forse, oppure mi manca la mia mamma. Fatto stà che la notte bagno il materasso. Che vergogna. Piango per la vergogna. Ma mia zia mi dice che non diremo niente a nessuno. E soprattutto  le suore, che se nò mi sgridano, non lo sapranno mai. Insieme portiamo il materasso e le lenzuola sul piccolo balconcino che da sulla spiaggia, così il sole li asciugherà, e nessuno sapra mai niente. Come pesa il materasso. E' di lana; è un materasso. Sono tutti così. Poi scendiamo a fare colazione e io mi sono già consolato. E' un nostro segreto. Ora non più. Che bella tazza di latte. Grande. Latte e caffè. Ma non è caffè, è orzo, solo che io non lo so e non lo saprò per anni. E' uguale. Ci intingo il pane. Come è buono il pane e latte! Niente altro che pane nel latte. Due, tre grandi fette di pane casareccio. Poi la spiaggia, il sole, i giochi.

E' sera, Abbiamo già mangiato, ma c'è qualcosa. E' successo qualcosa  di importante. Siamo tutti li davanti al televisore. Il televisore è su una mensola, e tutti guardiamo in alto. Io più di tutti. Siamo sulla luna! La luna! La vedo dalla finestra la luna! Corro alla finestra perchè li voglio vedere questi uomini che camminano sulla luna, e li vedo! Sono piccole ombre che si spostano. Sono loro! Poi torno al televisore e come saltano piano! Perchè saltano piano? Ma nessuno mi sa rispondere.

Poi basta. Fine del ritorno d'infanzia.

postato da: Faberjack alle ore 21:50 | Permalink | commenti (2)
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