Gli ultimi secoli sono stati anche gentili oltre che duri; hanno lasciato in eredità, insieme ai molti dolori delle guerre e degli sfruttamenti dell'uomo sull'uomo, anche qualche strumento di liberazione. Uno di questi è sicuramente il Relativismo, la cui origine in realtà è molto più antica nella storia dell'uomo, ma questo lo lasciamo a chi ha voglia di approfondire. http://it.wikipedia.org/wiki/Relativismo
Per noi oggi l'importante è il concetto. Ciò che possiamo riportare in un blog. Io sono felice di sapere che i miei pensieri, come quelli del Papa, o del Presidente della Camera, non hanno un valore assoluto. Li si possono discutere, esaminare nel quadro del sistema di valori a cui fanno riferimento, e in questo senso valutarne la validità, o al contrario la nocività. Sono, cioè, relativi e non assoluti. Non capisco quindi perchè ciò dovrebbe essere un terribile pericolo per la società moderna. Bah!
Poi, astrandosi dalla piccolezza del mio pensiero ( e pure da quella del Papa o del Presidente della Camera) mi viene da pensare alla concezione del rapporto con la natura che l'uomo ha avuto negli ultimi secoli. Un rapporto tra dominatore (l'uomo) e dominata (la natura). Dove le ragioni dell'uomo sono state centrali, e la natura semplicemente non ha avuto ragioni. Un rapporto cioè dove l'uomo è il solo valore assoluto e la natura tutta si deve solo sottomettere a ciò. Quindi, disboschiamo perchè a noi servono le terre, usiamo diserbanti perchè a noi servono monoculture, usiamo pesticidi perchè gli insetti ci abbassano le rese, eccetera eccetera, e chissenefrega se disboscando poi soffocheremo di CO2, chissefrega se poi la terra a forza di diserbanti inaridisce, chissefrega se uccidendo gli insetti muoiono gli uccelli , i loro predatori, e a seguire noi.
Noi, si sa, abbiamo un bene supremo: noi stessi. Mica siamo relativisti. Mica ci frega di ciò che è intorno.
Ebbene signori, lo confesso, a me mi frega. Ma per davvero, non per scherzo. E quando dico per davvero dico che non accetto e non posso accettare di sentire una delle nostre alte istituzioni statali fare l'apologia dell'ignoranza come se ciò fosse cosa utile, e ancora di più non posso accettare il silenzio di chi lo circonda, alleati e finti oppositori. Un silenzio colpevole, da piccoli servi di corte. Incapaci di vera creatività culturale ( e in verità non ne servirebbe poi molta).
Il relativismo è la nostra vera risorsa culturale. Dobbiamo essere coscienti della caducità dei nostri concetti. Ma non per annullarli e annullarci. Solo per poter valutare il concetto degli altri. Poi, i nostri concetti, i nostri pensieri, hanno punti di contatto con i pensieri dell'altro: sono entrambi pensieri di uomini. E questo è il vero assoluto da tenere in considerazione: l'uomo. Noi uomini possiamo creare valori, noi li possiamo cambiare affinchè siamo buoni per tutti, o almeno per i più.
Mi dispiace quindi per Lor Signori, ma io sono e resto un fautore del relativismo culturale, contro ogni assolutismo, contro ogni fondamentalismo, e scusate se, come dice il poeta (Guccini), "... non mi unisco a questa schiera, morrò pecora nera" (forse rossa).
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