lunedì, 20 aprile 2009
In questo periodo, complice un implacabile trasloco, sto risistemando i libri nella nuova libreria. Una bella libreria. Prende tutta una parete e gira anche su un angolo. Purtroppo non basta per tutti i volumi. E ne abbiamo anche eliminati. O meglio, una parte dei libri, principalmente fantascienza e altro, è a disposizione della -neonata -  biblioteca dell'associazione culturale "Il cielo sopra l'Esquilino". Nonostante le elergizioni e i vari metri  di scaffali attuali, lo spazio è comunque insufficiente per tutti i libri.
Primo dilemma: fare la doppia fila?
No!!! Sono contrario alla doppia fila. O meglio, dopo  anni di tripla e anche quarta fila non ne posso più. Quei quattro volumi che ho, li voglio vedere tutti. Allora bisogna operare una selezione.
Mia moglie, impietosa, ( e di parte) inizia: 
- Ma la "Manutenzione della barca in vetroresina", è poi così necessario tenerlo qui? Tutto sommato potrebbe stare anche in cantina.
- Veramente... - rispondo io 
Lei però continua:
-  scusa, ma " Come condurre un'azienda agrituristica" e "Produrre un buon vino", esattamente a che ti servono? Tu ti occupi di pubblicità.
- No, è che...
- "Capire e progettare le barche a vela?"
Di fronte all'ennesimo attacco perdo la pazienza e mi incazzo. Prendo in mano un volume qualsiasi della serie "Psicologia dello sviluppo" e parto al contrattacco:
- Potremmo spostare questi in cantina. Guarda quanto spazio occupano!
- Guarda che io ho già portato molti dei miei testi al lavoro!
- E io li li ho regalati all'associazione!
La cosa sta travalicando e  ci salva l'ora tarda e il bisogno di svegliarsi presto. Fine del primo round. Anzi, partita sospesa per impraticabilità del campo.
Solo che poi ci ho pensato tutto il giorno dopo. So di avere ragione a difendere i miei testi. Sono parte di me. E cosa sono di me?
Perchè, improvvisamente, in un pomeriggio di una domenica di Aprile sarei disposto a divorziare per " Come condurre un'azienda Agrituristica"? 
Quando mai condurrò un'azienda agrituristica?
Poi ho un'illuminazione: io non posso rinunciare a quei libri perchè quei libri sono me, sono i miei sogni.
Non so se potro mai aggiustare la mia barca, ma ho bisogno di nutrire il mio sogno, perchè possa - chissà - diventare realtà, e i libri mi aiutano. Produrrò mai un buon vino? Non lo so, ma quel libro mi ha aiutato a sapere come sarebbe produrre, e chi lo sa poi; cos'è in fondo la realtà, se non una creazione della nostra fantasia?
Quindi non rinuncio ai miei libri. Non posso. Ne va della mia integrità etica e psicologica.
Però non posso neanche divorziare.
Che fare?
Bisogna mediare.
Prima di tornare a casa compro del gelato - al cioccolato, so che le piace - e del vino bianco (rompo la mia dieta, ma ho bisogno di un pizzico di ebrezza)
La trovo che sistema i miei libri nella vetrinetta. Bofonchia un pò, ma li sta spolverando.
- Forse il "manuale del disegnatore tecnico" può andare in cantina - dico io conciliante.
-Anche quello del perito industriale - aggiunge lei un pò acida.
Il mio orgoglio di maschio dice, anzi urla  - Col cazzo!!! - ma i 46 anni suonati che porto sulle spalle invece valutano tutti i miei libri di nautica non nominati, che vedo ordinati e spolverati in bella mostra nella vetrinetta ,e allora (tirando un pò il fiato) dico : - Ma si, in fondo sono anni che neanche lo guardo.
Ho portato il gelato al cioccolato, per dopo cena.
postato da: Faberjack alle ore 23:13 | Permalink | commenti
categoria:libri, sogni, vita di coppia