Può una stanza vivere di vita propria? Essere animata come un poltergeist e con azioni ben determinate fiaccare lo spirito - e il corpo - di chi vorrebbe domarla? Non parlo di sedie che volano o tavolini che lievitano. Mi riferisco alla più - apparentemente - normale stanza dei figli. Dico apparentemente perchè non è così: c'è un mostro immortale che si annida tra quei cd accumulati coperti di polvere, tra le scarpe abbandonate sotto la scrivania, e tra gli avanzi di improbabili merendine a cui è meglio non avvicinarsi se non abbondantemente vaccinati.
Mi arrendo. Ho provato di tutto, ma non c'è niente da fare. La stanza è invincibile. Nel corso degli anni si è provato incursioni urlando del tipo :1) BASTA!!! METTETE A POSTO O BUTTO TUTTO!!! 2) a seguire BASTA, BUTTO TUTTO!!! 3) per concludere con ADESSO CHE HO BUTTATO TUTTO VOGLIO PROPRIO VEDERE!!!
Niente, non serve a niente. Negli ultimi venti anni credo di aver rifornito di giocattoli alcune migliaia di bambini, pur di svuotarla, così come di inutili vestiti accumulati in paurosi e polverosi armadi. Ho piegato io vestito per vestito, reggiseno per reggiseno delle mie figlie, spolverato libro dopo libro, riposto nelle scarpiere decine di scarpe, pur di avere il piacere di vedere A POSTO le loro cose. Non c'è niente da fare. Tutto ritorna inesorabilmente nel caos.
Il che fa venire in mente anche alte riflessioni. Come non meditare sul senso dell'universo? Il grande caos iniziale? Il famoso brodo primordiale? E anche, non possiamo negare che tutto, la realtà tutta, tenda al caos perchè questa è la sua natura: la vera posizione naturale dell'universo, il caos. E di conseguenza, il nostro voler fare ordine è SOLO un ardito scimmiottare Dio cercando di creare il nostro personale universo dove regni il nostro CAOS che poi, per presunzione chiamiamo ordine.
IO LO SO! NE HO LE PROVE CHE E' COSI' ! SONO DIETRO QUELLA PORTA!
Mi arrendo. Chi sono io in fondo per oppormi all'ordine naturale degli eventi? Dio? No. Quindi, non apriamo quella porta, è meglio.






