Tiene banco in questi giorni la vita privata del "cavaliere". Peccato per il personaggio in questione l'uso di questo titolo, Cavaliere, che nell'immaginario collettivo rappresenta baldi eroi pronti a sacrificare la propria vita per salvare le donzelle dal drago o anche a difendere la tavola rotonda con annesso Re Artù. A noi invece ci tocca un cavaliere un pò diverso: pare più il drago da cui salvare le donzelle; della tavola rotonda direi di non parlarne proprio. Più che rotonda ormai è apparecchiata.
Fatto stà che tale personaggio oggi è - di nuovo - al centro dell'attenzione e non certo per i suoi meriti politici. Pare, a sentire la moglie che ce lo ha fatto sapere a mezzo stampa, che tale personaggio "frequenti minorenni" e che sempre a sentire ciò che dice la moglie "non stia bene" e "abbia bisogno di aiuto".
Ora, io non credo si possano, in genere, dare lezioni di moralità (chi è senza peccato scagli la prima pietra, è stato detto da fonti molto più autorevoli di me), però forse qualche indirizzo di comportamento etico, a questo paese dalla coscienza devastata bisognerà pur darlo, e dirlo.
Non è che ci si voglia mettere in mezzo a una questione di famiglia. Affari loro. Ma a me risulta che per persone "grandi" andare con minorenni possa risultare anche non proprio legale. Certo, ci sono i distinguo di età; certo, dire "frequenta" è dire e non dire. Ma comunque si sta adombrando qualcosa che ha un peso che travalica - e di molto - la sfera del privato. Si sta andando a dire che chi ci rappresenta tutti ha personali comportamenti al di la della legge, della morale e dell'etica, così altamente censurabili da lasciare chiunque sconcertato. Teoricamente.
Nella pratica sembrerebbe invece che anche questa volta il paese non abbia colto il grave della faccenda. Non li scuote che un personaggio al vertice dello stato possa "frequentare minorenni". Forse non hanno capito. Eppure il passaggio è fondamentale, perchè rappresenta proprio il punto dove il privato diventa pubblico.
Ognuno è libero di impegnare il proprio privato come meglio crede, con amanti, con opere di bene, con l'esercizio fisico, con l'arte, con la famiglia, con la pesca, come gli pare. Però ci sono dei limiti. La legge è un limite, la decenza anche. Oltre a ciò, la carica pubblica, essendo rappresentativa impone - imporrebbe - limiti anche più severi, proprio perchè rappresentativa. Ma nessuno si scompone egualmente per quanto accade. Mi viene da pensare che evidentemente gli italiani si riconoscono nel settantenne che va con le ragazzine.
Oppure che ormai gli italiani non, e basta. Qualsiasi cosa sia, la risposta è non, e nulla più.
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