Che bello!
Invecchiare ha i suoi vantaggi. Ho avuto il privilegio di veder cadere a 26 anni il famigerato muro berlinese, e con lui l'illusione che dietro ci si nascondesse il comunismo (beato chi l'ha mai visto!) ; oggi a 45 assisto al crollo del capitalismo. E proprio vero, tutto ha fine.
Certo la caduta del capitalismo è moto più soft, ma certamente di caduta si tratta. Dopo quanto sta succedendo ora in America, e di rimbalzo praticamente in tutto il mondo, voglio vedere se sentirò ancora qualcuno predicare la beltà del libero mercato senza sentire, di concerto e di commento, una sonora pernacchia.
Naturalmente, siccome il nostro è un paese barzelletta, mentre il più grande stato liberista del mondo effettua la più grande operazione socialista di tutti i tempi, intervenendo e comprando a mani basse obbligazioni, proprietà bancarie e quant'altro serva pur far sopravvire il sistema, da noi l'intervento dello stato, anzi di più, anche solo il fatto che lo stato offra direttamente dei servizi ai suoi cittadini, è visto come il più grande peccato. Uno spreco. Perchè si sà, i privati, il libero mercato è meglio...
Però ridere di tutto questo non basta. Perchè a me fa ridere, confesso. No, bisogna fare un passo ulteriore. Riflettere e trarre delle conclusioni, degli insegnamenti da tutto ciò.
La mia prima riflessione va alle teorie e alle interpretazioni in generale. Io sono sempre stato un grande fautore della teoria, e personalmente ho sempre cercato di non contrapporla alla pratica, anzi di pensarla una come parte dell'altra e verifica della stessa.
Poi però ho sentito bisogno di fare un passo ulteriore e ho cominciato a distinguere più che la teoria dalla pratica, la realtà dall'interpretazione della stessa. Faccio un esempio per essere più chiaro. Immaginiamo che vogliamo capire come funziona la vita economica degli esseri umani. Potremmo osservare, nella nostra realtà, che se di un bene c'è abbondanza il suo prezzo di scambio non è alto; al contrario se è raro il suo prezzo di scambio è alto. Se lo stesso bene prima è scarso poi è più disponibile il suo prezzo varia in crescendo, poi si ferma assestandosi quindi in relazione all'offerta e alla domanda del bene stesso. Da qui, interpretando la realtà potremmo fare una teoria di quello che abbiamo visto e chiamarla Liberismo; perchè no?
Ma mettiamo che il bene in questione sia il pane, o l'acqua. Dei beni necessari a tutti e indispensabili. Nella realtà, se essi fossero scarsi e il loro prezzo troppo alto ci troveremmo da una parte che chi ha la disponibilità del bene si arricchisce a dismisura e dall'altra chi non l'ha, si impoverisce o addirittura muore (di fame o di sete). Tra l'altro, essendo il bene prezioso, potrebbe darsi il caso che qualcuno voglia truffare adulterandolo per venderne di più a basso prezzo. Cosa succede? succedono due cose: La prima è che servono delle regole per controllare la vendita del bene e la seconda che qualcuno potrebbe non essere d'accordo che poche persone controllino risorse necessarie a tutti e che quindi reagisca per riequilibrarne con giustizia la distribuzione.
Bene. Ora facciamo teoria delle nostre osservazione e... ta dà! Abbiamo inventato lo statalismo e il socialismo. Contenti?
Ora per arrivare dove siamo in questo momento non rimane che fare un altro passo: chiudere gli occhi, dimenticare del tutto la realtà e vivere solo delle teorie che la spiegano, facendo in modo possibilmente che siano tra loro in contrasto. Ed eccoci nel terzo millennio.
Bene, per quanto mi riguarda è quì, è proprio qui in questo punto che mi sono strarotto i coglioni di stare a sentire chiunque sia abbarbicato alla sua teoria come se stesse in chiesa a pregare. Basta. Io voglio guardare la realtà e agire su di essa senza essere prigioniero di interpretazioni della stessa. Ma senza dimenticarle, le interpretazioni. E come potrei? Sono quello che mi consente di leggerla, la realtà. Solo devo rimanere cosciente che non sono la realtà, sono l'interpretazione della realtà.
Così mi sento più libero. Così posso lasciare - per esempio - fluttuare liberamente il prezzo di un bene ( il whisky) e tenere controllato il prezzo di un altro (il pane). E lo posso fare senza offendere alcun grande economista.
categoria:politica, comunismo, filosofia, democrazia, socialismo, capitalismo, consumo etico






