lunedì, 21 settembre 2009

Spero siate in molti a conoscere Bulgakov, grande scrittore russo nato nel 1891 e morto nel 1940 ha avuto la fortuna e la sventura di vivere i grandi eventi del suo paese, e descriverli con una penna che definire soave è ancora poco. "Il maestro e Margherita" è secondo me il suo capolavoro, come i racconti o la "Guardia Bianca" che sono testi eccezionali.  
Però ieri, mentre tornavo a Roma da Napoli, dove ho assistito all'assemblea "fondativa?" di Sinistra e Libertà mi è tornato alla mente "Cuore di Cane", libro altrettanto noto di Bulgakov, ma poco compreso.  E' la storia di un cane randagio che grazie al trapianto di alcuni organi diventa un uomo. Purtroppo ciò non ne cambia la sua natura di animale  e da qui è tutto un susseguirsi di eventi, che svolgendosi nella Russia della rivoluzione, ci dimostrano come è difficile elevarsi oltre se stessi, oltre la propria natura.
Lessi questo romanzo da adolescente, e come per i viaggi di Gulliver (altra grande prova di ironia) , me ne sfuggì il vero senso. Poi da adulto, rileggendolo, leggendo gli alri scritti di Bulgakov e sapendo di più della sua vita, un poco mi si è chiarito il vero senso del testo.
Realizzato nel 1925, "Cuore di cane" è rimasto inedito per più di mezzo secolo, e non è difficile capire perchè. Basta pensare alla figura del dottore che opera "Pallino", il cane : "barbetta a punta, baffi canuti... "ravvolto in "... una pelliccia di volpe argentata..."  E' Lenin, non c'è dubbio.  Quel cane, trasformato in essere umano poi che rimane bestia, e che sopratutto si trova benissimo - alla fine - con le caricaturali figure del proletariato urbano rappresentate da Bulgakov, e sopratutto con le loro bassezze, non è altro che la rappresentazione della già visibile deriva tragica della rivoluzione russa. Uccisa dalla natura degli uomini, dai loro stessi creatori.
Perchè mai questo parallelo? E' stata, quella di ieri (quasi tutta) una bella assemblea, partecipata, piena di idee, voglia di cambiare, di riscattare questo paese così mal ridotto.
Poi però, alla fine il "cane" ha mostrato la sua vera natura. Nonostante fosse stato espressamente richiesta una votazione palese delle mozioni presentate, e nonostante per questo specifico motivo fosse stato richiesto più tempo (sottraendolo quindi al dibattito), alla fine la votazione è stata una vera farsa. Si è votato su qualcosa che era per un quarto un sunto delle necessità espresse dalla base e per due terzi le decisioni già assunte dai "vertici" di quei "coriandoli" della sinistra che ancora oggi misurano i propri passi con la necessità di conservare la poltrona o , nel migliore dei casi, l'unità di quel che resta di micro partiti ormai superati dalla storia e diventati loro malgrado solo un freno per ciò che resta della sinistra e che tenta disperatamente di rinascere.
Quindi alla fine, ciò che nelle "segrete stanze" era stato deciso ha avuto il suo svolgimento:
-  Nessun portavoce di Sinistra & Libertà (benchè Vendola ne abbia avuto dalla platea l'investitura);
- Un coordinamento nazionale composto da membri scelti non si sa da chi e sopratutto scelti non democraticamente ma per cooptazione (nonostante le persone siano degnissime e rappresentino anche gli elettori di S&L, purtroppo il metodo non va; è pregiudicante il processo di formazione del nuovo partito della sinistra);
- congresso fondativo rimandato a dopo le elezioni regionali, così avremo tutto il tempo di farci dilaniare da questo e da quello, e sopratutto ognuno (di loro) potrà pesare - nella urna - il risultato conseguito in termini personali, e quindi decidere - a posteriori - del proprio destino politico;
- coordinamenti regionali da eleggere entro il 15 ottobre, "con gli stessi criteri", almeno così è detto.
Quali criteri, la cooptazione per decisione divina? Quali criteri?

Ora, che fare? Non so che fare. Perchè, a sinistra non è possibile praticare la democrazia? Perchè non si è capito che così, nel nostro nuovo armadio, abbiamo messo il primo scheletro?
Dove possiamo andare ora?

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categoria:politica, socialismo, sinistra democratica, sinistra e libertà
mercoledì, 16 settembre 2009

Si è svolta ieri l'assemblea Romana del movimento Sinistra&Libertà. Come forse non tutti sanno a Napoli si sta svolgendo la festa nazionale e Domenica 20 ci sarà un'assemblea importante ( d'altronde perchè dovreste saperlo?Chi parla più della sinistra? Ma questa è un'altra storia.) e si cerca di prepararsi nei territori all'evento.

Sono andato, era mio dovere oltre che diritto e poi volevo vedere, capire. Il mio sconforto però non smette di persistere. Ma siamo questi? Era il mio pensiero mentre ero li. Sempre questi? Su di noi non volava bassa l'ala dell'imbecillità, questo no, ma l'ala della noia quella si. Senz'altro.

Ma forse ero io, sono io che non mi trovo, che non ci sono. Poi ieri è stata una giornata difficile, con problemi di tanti tipi: familiari, lavorativi; poi il traffico, la pioggia...

 E allora ci ho pensato tutta la sera, e anche questa mattina: cosa c'era che non andava? Erano i volti che non sento come amici? Eppure lo so, sui temi fondamentali - se li discutessimo - ci troveremmo senz'altro d'accordo. C'erano frasi non dette? Gelosie personali? Strategie di potere? Piccoli intrighi di quel micropotere residuale ancora rimasto vicino ai "coriandoli" della sinistra?

Non ho trovato una risposta, purtroppo. Allora mi sono chiesto: ma cosa avresti voluto sentire da quel palco, che non c'è stato? E finalmente la risposta si è avvicinata. Continuando a chiedermelo ho immaginato il discorso che avrei voluto sentire:

"Cari amici, cari compagni, si avvicina il momento di far nascere il nostro partito. Le ultime elezioni, con il milione di voti raccolti, hanno confermato come esista la possibilità di dare voce alla sinistra in Italia. Una sinistra non più prigioniera del passato, ma neanche dimentica della sua storia, delle sue radici; Una sinistra progressista, capace di progettare un futuro per questo paese che non sia fatto solo di incertezze e ingiustizie, ma di equità e speranza; una sinistra che raccolga le migliori istanze del socialismo e dell'ecologismo coniugandole con un progetto di Italia nuova, diversa.

Potremmo parlare ancora di ciò che intendiamo per Sinistra, ma è venuto ormai il momento dei fatti, quindi passiamo al lavoro che ci aspetta in vista dell'assemblea nazionale di formazione del partito della sinistra. Ognuno nel proprio territorio ha formato con gli esponenti dei vari movimenti direttivi comuni, quindi credo che per iniziare la discussione romana sulla forma del futuro partito, si possano prendere come base gli statuti delle diverse formazioni e formare una commissione sull'argomento che li esamini riportando all'assemblea le sue proposte. Chi è interessato si iscriva e si sposti nella saletta per discuterne; Buon lavoro e ci vediamo tra due ore per esaminare le vostre proposte.

Parliamo ora del programma del nuovo partito e del programma di lavoro da qui alle prossime elezioni regionali. L'idea delle campagne di mobilitazione è ottima. I temi sono interessanti e contribuiranno a tenere viva la militanza della nostra base e l'attenzione su di noi. Credo però che, per essere un partito diverso dagli altri che non sia pensato come una macchina elettorale da accendere all'occasione e per sviluppare un pensiero organico sul paese che vogliamo, dobbiamo inserire  i temi affrontati dalle singole campagne in un discorso più ampio in un programma di lavoro che diventi al contempo il programma politico del nuovo partito della sinistra.

Partiamo da cosa non va e cerchiamo di arrivare a come lo vorremmo.

La Giustizia? Si. La giustizia non funziona. E' necessario fornire il nostro sistema giudiziario di nuove risorse economiche; è necessario rivedere il modello carcerario, prevedendo si nuove carceri, ma insieme diversi modalità di scontare la pena; è necessario abrogare le aberrazioni legali prodotte da questi ultimi governi.

Il conflitto di interessi? Si. E' da affrontare subito con una legge che impedisca il ripetersi di ciò che è successo negli ultimi venti anni...

La Laicità dello stato? Si. E' da ribadire e da coniugare con la vita reale del paese, dalle unioni civili all'insegnamento nelle scuole...

La politica energetica? Si. E' da sviluppare con il massimo vigore una politica di sviluppo delle energie rinnovabili nel paese, seppellendo per sempre l'ipotesi nucleare...

La finanza ? Si E' necessario che lo stato si riappropri della sua funzione di garante dell'equità del mercato e sopratutto che sottolinei con forza come la salute e la crescita culturale e sociale del cittadino rimane sempre e comunque il suo metro per l'azione nella società.... "  

Ecco, tutto questo avrei voluto sentire. Purtroppo così non è stato, e anche questa volta sono tornato a casa - nel traffico e sotto la pioggia - veramente sconfortato chiedendomi ancora una volta: ma esiste la sinistra che io penso, o è solo un frutto della mia (perversa) immaginazione?

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martedì, 15 settembre 2009

Ci sono giorni in cui proprio non si ha voglia di niente.

Tanti progetti avviati, tanto impegno, tante cose da realizzare... e invece un sonno da morire

Voglia di niente.

Riposo solo qualche ora. Non ti preoccupare,metto la sveglia. Poi richiamo io.

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giovedì, 03 settembre 2009
Si è svolta ieri una particolare serata. Una serata di sostegno e solidarietà. Di sostegno alla libertà personale di ognuno di noi. Di solidarietà alla comunità gay di Roma che è stata attaccata materialmente ( con il lancio di due bombe carta) sul territorio del Celio, territorio in cui Sinistra & libertà è presente e cerca di far sentire la sua voce.
E' stato quindi mio istinto e dovere esprimere l'indignazione e l'appoggio, come Sinistra&Libertà ( e poi come individuo) alle giuste reazioni  al vile attentato.
Quindi, ieri sera, accompagnato - almeno all'inizio - dalle mie figlie (con me concordi, ma per loro personali convincimenti) mi sono recato in via S. Giovanni in Laterano per partecipare al sit-in li indetto e manifestare la vicinanza di Sinistra&Libertà esquilinoCelioMonti alle ragioni della diversità sessuale.
Bene, non è stato facile. Dichiaro e sottoscrivo qui in questa sede la mia forte, decisa e irrinunciabile eterosessualità.
O meglio, specificando; sono pronto a lottare affinchè ognuno possa esprimere la propria sessualità, nei limiti di ciò che è consapevolmente e legalmente accettato da ognuno, ma non posso fare finta di non aver sentito  il sottile disagio della "noiosa" normalità che si confronta con la "colorita" diversità.
La mia "noiosa normalità"; quindi, passando la serata seduto ai tavolini del coming out, dove un gentile signore si è prodigato per trovarmi una sedia, facendomi poi notare come il mio commento ad una sua battuta non fosse altro che una mia debolezza personale, si è manifestata nella personale difficoltà a passare la serata in un luogo che evidente non sentivo come mio.
L'ho fatto, e credo di poterlo fare ad ogni bisogna. Credo anzi che farebbe bene ad ognuno di noi (eterosessuali convinti e non ) esercitare la nostra capacità di giudizio per discernere il giusto e lo sbagliato, sforzandosi di superare ogni personale e pesante pre-giudizio.
Confesso quindi  in questa sede, che benche  i miie  occhi siano rimasti fissi sulle tette della mia cara amica, il mio cuore è volato con le centinaia di persone riunite a difesa della libertà di tutti/e.


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