martedì, 28 luglio 2009
Non tutte le ciambelle riescono col buco. Alcune poi, c'hanno pure il bruco.
Così, mentre si era avviato il tran tran delle grigliate, delle lunghe letture e delle mattinate passate, tra un bagno e l'altro semisvenuto e accasciato sulla spiaggia, ecco che improvvisamente la realtà ha bussato forte alla mia porta.
Al sesto giorno di malessere, dopo due inutili visite della inutile guardia medica, - solo avanposto dello stato in quel di Pietramala dopo anche le poste ormai respirano aria di privato - ci si arrende tutti e si esce di gran carriera dal medioevo per recarci al pronto soccorso dell'ospedale di Lamezia Terme. Temendo in verità il peggio e con gli orari degli aerei in tasca, pronti a fuggire verso la capitale al primo avviso negativo della struttura.
Per fortuna a volte si rimane piacevolmente sorpresi. Arrivati all'alba, per le nove, la nostra malata aveva già avuto: 3 visite di cui 2 specialistiche, 1 rx toracico, analisi complete del sangue, e finalmente un perchè di tanto malessere: Broncopolmonite.
Broncopolmonite? A luglio? Con quaranta gradi? Pare proprio di si.
Fine delle vacanze e tanto di cappello all'ospedale di Lamezia Terme.
Peccato. Si sa, non tutte le ciambelle...
postato da: Faberjack alle ore 15:11 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 24 luglio 2009

Si riapre l'eremo calabro in quel di Pietramala.

Il paese è più abbandonato che mai. Le piogge invernali hanno lasciato per le antiche vie del paese fiumi di terriccio chiaro, dilavato dalla montagna e dai muri scrostati delle tante case abbandonate. L'incuria dell'uomo ha fatto il resto. Sul terriccio accumulato (e evidentemente abbandonato li per tutto l'inverno ) sono cresciuti ingombranti ciuffi di erbe varie: parietaria, menta, ortica.

Con santa pazienza mi sono messo a ripulire almeno il tratto di scale di fronte alla casa. Questo abbandono del paese vecchio da parte degli abitanti continua a sconvolgermi. E' vero, i proprietari sono praticamente tutti emigrati in Francia, Canada, America. Ma hanno lasciato parenti, e poi c'è il Comune. Possibile che non sentano la necessità di tutelare la loro memoria?

Possibile. Anzi è vero il contrario. Gli attuali abitanti, quei pochi rimasti qui e sciamati a valle e verso il mare sentono la necessità di CANCELLARE  la loro storia. Di dimenticare queste stradine irte e assolate che conducono al castello. Di allontanare da sè un passato che, io credo, deve essere stato doloroso come non mai.

Solo io, che sono Romano, e che nulla ho a che dividere con quello che il passato ha scritto tra queste pietre abbandonate, ne sento il fascino, ne vedo la bellezza, architettonica, paesaggistica, e anche storica.

Credo che dovrò trovare la forza per ripulire un'altro pezzo di sentiero.

Nel frattempo, ho ripristinato il barbecue e fatto la prima grigliata. Di pesce, naturalmente.

Poi ho letto. Da quando sono qui ho finito "le intermittenze della morte" di Saramago, romanzo che trascinavo stancamente da almeno due mesi, qui l'ho finito il primo giorno. Poi l'ultimo Montalbano,  un libro di un certo Piperno, "Con le peggiori intenzioni", che mi ha veramante molto disturbato e Next di Crichton.

E così,  mentre Roma e tutto il tran tran politicalsentimentalaffaristicogiocosotragico è lontano posso finalmente provare a sentire il sapore dell'estate, quella vera, fatta di lunghi sonni, lunghe letture, lunghi bagni al mare, lunghe cene.  Proviamo và, magari mi riesce.

postato da: Faberjack alle ore 14:55 | Permalink | commenti
categoria:vacanze
sabato, 18 luglio 2009
 Buongiorno,

sono Fabrizio Rasori di Sinistra e Libertà Esquilino Celio Monti.

Sono qui perché mi ritrovo perfettamente nell’appello di chi ha promosso questa assemblea. Mi ritrovo nella ricerca di aggregazione intorno ai valori di una sinistra moderna, laica e progressiva. Mi ritrovo nella necessità di dare una forma a questa aggregazione. Mi ritrovo nella necessità di sviluppare un programma di azione politica basati sui valori della sinistra: del laicismo, della ricerca di un vero progresso, di vera uguaglianza e vera giustizia.

La via scelta sul nostro Territorio, Esquilino Celio Monti, rioni del primo municipio, è stata quella di dare forma a questa necessità realizzando da subito una unità territoriale del costituendo partito ( speriamo costituendo) Sinistra e Libertà; così, il 24 giugno nel nostro quartiere, semplici cittadini e militanti di sinistra democratica si sono incontrati e dato vita a Sinistra e Libertà Esquilino Celio Monti.

Lo abbiamo fatto per una via – ci dicono – inconsueta e che ha dato da discutere. Lo abbiamo fatto costituendoci da subito in forma associativa, con uno statuto – certamente provvisorio - , ma che, oltre a regolare il funzionamento della unità territoriale, riporta come propri valori fondanti, riporta integralmente i valori fondanti delle forze politiche che hanno dato vita alla lista Sinistra e Libertà.

Riporta e fa propri i valori fondanti della Federazione dei Verdi, del Partito Socialista, della Sinistra Democratica. Avrebbe con piacere riportato, lo statuto provvisorio così realizzato, anche i valori fondanti del movimento per la sinistra e di uniti per la sinistra, se questi fossero stati reperibili in qualche luogo. Lo dico perché non si pensasse a volute esclusioni. Così non è.

Questa azione, formarsi in unità territoriale non è stata senza conseguenze. Dare, da subito, una forma partito all’esigenza degli elettori ad alcuni non è piaciuto.

E io sapevo che sarebbe successo, che non sarebbe piaciuta, e sono anzi stato contento quando ho sentito questi “qualcuno” arrabbiarsi.

Perché ho capito che la provocazione era andata perfettamente a segno. Perché, mostrare realmente SU CARTA la possibilità di far coesistere valori di partiti diversi che nulla hanno in contrasto tra loro, venendo tutti dal comune patrimonio della sinistra,fa cadere nei fatti molti degli alibi di chi ne predica l’inconciliabilità per poter invece difendere il proprio piccolo spazio personale all’interno del sistema politico italiano. Fa cadere gli alibi e insieme mostra il limiti del nostro corpo dirigente, che con difficoltà riesce ad emanciparsi dagli schiaccianti meccanismi della politica fatta per mestiere.

Però, secondo me, oltrepassare la discussione sulla forma partito ha un’ altra, importante conseguenza, ed è quella di spostare finalmente la discussione sul “che fare” da Sinistra per questo paese.

Noi oggi viviamo in un paese che è praticamente alla bancarotta. Bancarotta Finanziaria, bancarotta economica, bancarotta morale, bancarotta idrogeologica, bancarotta ambientale, bancarotta della giustizia. Viviamo in un paese che ha fatto della precarizzazione e della consegna al privato di tutto ciò che è lo sStato, una bandiera. Viviamo in un paese che sembra aver volontariamente rinunciato a costruire un qualsiasi futuro per i suoi cittadini.

Ecco, io credo che questi temi debbano essere il centro della nostra discussione. Come invertire – da sinistra – la crescita del debito pubblico; come risanare – sempre da sinistra - moralmente e eticamente un paese in cui tutto sembra diventato legittimo; come rendere efficiente una giustizia che non ha bisogno della ennesima personalistica riforma, ma semplicemente di più mezzi economici e di modernizzarsi; come risanare idrogeologicamente un paese dove intere regioni sono sull’orlo – se non oltre - della catastrofe ambientale per la non gestione del territorio, della risorsa rifiuto.

E si potrebbe continuare.

Per tutto questo, io credo che sia necessario che le unità territoriali di base si confrontino tra loro per arrivare all’appuntamento di settembre, non solo con la corale richiesta di chiarimento rispetto alla formazione del partito, ma anche ( permettetemi il ma anche) con una precisa piattaforma di azione politica e programmatica per il costituendo partito di Sinistra e libertà.

Ho Finito.

Grazie




postato da: Faberjack alle ore 08:51 | Permalink | commenti
categoria:politica, sinistra e libertà
giovedì, 16 luglio 2009
Finalmente, nel mare magma della politica vera sta succedendo un fatto nuovo.
Dopo anni di traccheggiamenti, abili giravolte, fantastiche passeggiate sul filo, il popolo della Sinistra, quel popolo che si ostina a pensare che possa esistere una vita migliore, un paese con leggi rispettate, dove personaggi come Berlusconi siano relegati li dove devono, nelle pagine del gossip delle riviste da sfogliare dal parrucchiere, quel popolo lì si sta ribellando ai suoi "leader" e si sta autoorganizzando politicamente.
E' un fatto nuovo, storico, e nessuno ne parla.
Si  è svolta il 14 luglio a Cinecittà una assemblea molto partecipata in cui gli autoconvocati di SINISTRA E LIBERTA'  hanno aderito ad una mozione che richiede un percorso costitunte e partito subito, a partire dall'appuntamento nazionale di Settembre, e la stessa cosa sta succedendo in tutta Italia.
 Arrivano notizie, che la rete ritrasmette in tempo reale, di assemblee simili in tutta Italia. La necessità di slegarsi dall'immobilismo e dalla mancanza programmatica che sino ad ora ha caratterizzato la sinistra italiana ( o meglio quel che resta di detta sinistra) è esplosa.
E' un fatto nuovo, eccezionale. Si apre ora la possibilità di dare finalmente vita ad un partito vero, la cui istanza principale non sia la sistemazione materiale del suo gruppo dirigente, ma reali istanze politiche espresse dalla base.
La cosa mi riempie di soddisfazione, perchè testimonia che la nostra provocazione del "partito Subito", con tanto di statuto e norme,  è perfettamente in linea con il sentire comune  del popolo della sinistra.
Staremo a vedere.
Intanto AUTORGANIZZAZIONE!!!!!!
postato da: Faberjack alle ore 06:37 | Permalink | commenti
categoria:politica, democrazia, socialismo, sinistra e libertà
sabato, 11 luglio 2009

Quando ero ragazzo a Roma, i turisti erano apostrofati proprio cosi' : "anvedi sto' pellegrino'!!"

Oggi a Roma di pellegrini non mi sembra di vederne piu'. Oggi sono turisti, punto e basta.

Sara' quindi per nostalgia che ho passato le ultime due settimane sulla rotta Sain Jacq Pied de Port - santiago di Compostela, cosi' come prima di me , per molti secoli, hanno fatto tanti altri pellegrini?

No, non credo.

Allora una improvvisa conversione al cattolicesimo sulla via della mezza eta'?

Mi pare presto e non e' nelle mie corde.

Allora perche'? Cosa mi ha spinto a farmi questi quasi 300 chilometri a piedi tra montagne boschi e campi di grano?

Questa domanda me la sono posta piu' volte lungo il percorso della grande esperienza che e' il Cammino di Santiago di Compostela e oggi so che non c'e' una sola risposta. Credo che ognuno ha le sue. Rivelate o nascoste che siano, ognuno ha le sue.

Mettendosi alla prova, sia fisicamente che spiritualmente, si scopre di noi cio' che gia' sappiamo, dei nostri pregi e dei nostri difetti, con la possibilita' dal valore incalcolabile, di potercisi direttamente e immediatamente confrontare, senza mezzi termini, senza false verita'.

In questo percorso ognuno ha l'opportunita' di confrontarsi con se stesso e trarne delle conclusioni. Per quanto mi riguarda, l'esperienza e' stata magnifica. Consiglio a tutti di farsi trecento chilometri a piedi dalla francia alla spagna nel mese di luglio.

Portate l'acqua pero'.

 

postato da: Faberjack alle ore 13:09 | Permalink | commenti
categoria:santiago di compostela
giovedì, 02 luglio 2009
Sui monti della Navarra, tra boschi e paesaggi incantati, mnetre da pellegrino laico sono assorto nella meditazione sui mie limiti e su come fare ad arrivare a Santiago di Compostela con tutte e due le gambe in condizioni non proprio pietose, proprio li', proprio su piu' bello che mancava poco all'estasi, e non c'era neanche Santa Teresa, mi arriva una telefonata da quel posto che io iniziavo gia' a pensare fosse stato solo un incubo: l'Italia. Era Vera, e' vera.
- Ciao, ho saputo che avete sciolto Sinistra Democratica
- Si, abbiamo dato corso a quello che...
Mi interrompe nervoso - Ma chi lo ha deciso?
- Beh, erano un milione, sono venuti a votare per noi...
- ma queste cose non si fanno cosi'
- ???
- Il vostro e' un metodo antidemocratico...
Finalmente trovo la forza di ribattere - Guarda che ne abbiamo dato annuncio pubblico, ma tu dov'eri ? Sai, sono mesi che noi ci roviamo il mercoledi' alle 18, ma non ricordo di averti mai visto.
- Queste cose non si fanno cosi', il consiglio di garanzia...
- Il consiglio di garanzia??  Vuoi dire quell'organo del movimento da cui aspettiamo ormai da tre mesi qualche notizia? Esiste allora?

Vi risparmio il resto. Compagni. Il vertice e' da abbandonare tutto. Prendiamo Vendola e scappiamo, subito!!
postato da: Faberjack alle ore 13:12 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, democrazia, sinistra democratica, sinistra e libertÃ