giovedì, 20 novembre 2008

Gira in questi giorni per le radio italiane una bellissima versione di una vecchia canzone di Claudio Lolli reinterpretata da Luca Carboni.

Proprio tempo fa pensavo a questa canzone. Uscito dal lavoro mi accingevo ad entrare in un supermercato per comprare qualcosa per la cena. Ero mediamente depresso. Immerso in tutti i problemi del difficile quotidiano non ero certo felice. Meno che mai sereno.

Di fronte al supermercato c'è una fermata dell'autobus, e in attesa c'erano un gruppo di zingari. Ragazzi, ragazze, bambini, adulti. Insomma un pò di tutte le età. Erano vestiti come al solito di povere cose. Però mi colpirono. Mi colpì in particolare la loro felicità. Erano indubbiamente contenti.

Ne sono rimasto colpito, e ho pensato tra me, mentre da solo ero immerso nei problemi economici, politici, affettivi, e chi più ne ha più ne metta: "Ma che c'avranno da esse contenti? Guarda come stanno."  Non fanno una bella vita gli zingari. Hanno delle speranze di vita che a malapena sono la metà della nostra, una scolarità minima, una incidenza di malattie altissima. Insomma, non è che c'hanno molto di cui essere felici.

E ci ho riflettuto, sulla felicità di quel gruppetto di zingari, e dopo lungo dibattito interiore sono arrivato alla conclusione che erano felici perchè erano insieme. Era un gruppo che condivideva la vita, e questo li rendeva allegri. Come un gruppo di amici in vacanza, o solo insieme davanti a un bar.

Quindi, se così è, basta poco per essere felici: condividere la vita.

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categoria:felicità, zingari
lunedì, 17 novembre 2008

Inizio  a essere un pò stanco di questo vocabolario e di questa storia. Basta. Sempre le solite parole, i soliti commenti. C'è bisogno di altro. Non di nuovo, di diverso.

Quindi ho deciso di riscrivere il vocabolario. Però bisogna distinguerlo dal solito vocabolario. Avevo pensato a VOLABONARIO come nome. Mi piace, leggero, allegro. Anche troppo. Qualcuno potrebbe pensare  che l'opera non è seria. Invece deve essere solo sbagliata. 

Allora direi che il termine giusto è VOCABBOLARIO. Qui si che c'è veramente la profondità. Si vede il solco arato; se guardi bene vedi anche il trattore.

E la prima parola del Vocabbolario è ADDIETROLOGIA.

ADDIETROLOGIA. - (Più che sostantivo, di sostanza.)  

Termine dai molti significati. Può indicare lo studio di un luogo particolare riporre degli attrezzi (es. Mettili l'addietro); L'addietrologo è poi lo studioso dell'addietro. In senso storico, in senso fisico.

Etimologia.

La parola Addietrologia nell'antichità aveva completamente un'altro senso.

Si racconta che nelle terre di Lato vi fosse un regno specializzato nella realizzazione di meravigliosi orologi a cucù, i quali, esattamente alle 09:45 e solo alle nove e quarantacinque, in qualunque parte del regno emettevano il loro caratteristico verso. Verso che segnava anche l'inizio delle attività giornaliere ,e quasi tutti erano felici. Qualcuno no.

Una sparuta minoranza criticava questo modo di segnalare l'inizio delle attività, e sopratutto criticava l'orario. Per loro la giornata doveva iniziare prima, non più tardi delle otto e trenta.  Questa minoranza, detta degli addietristi, in disaccordo con gli altri, si trasferì dalle terre di lato alle terre dell'altro lato, e dovettero fare pure un giro largo, per non passare nelle terre di mezzo dove infuriava una grande e temibile guerra per via di un gioielliere che... ma questa è un 'altra storia.

Gli abitanti dell'altro lato si fecero un loro paese, in cui tutti gli orologi a cucù suonavano alle otto e trenta, e per un grande periodo vissero tutti felici e contenti, anche perchè agli scontenti di un lato, bastava passare dall'altro lato e subito tornavano contenti, e viceversa.

Tutto andò bene per secoli, poi però, non si sa bene perchè, i governi di entrambi i lati instaurarono l'ORA LEGALE, e li iniziarono i veri guai: nelle terre di lato la giornata prese ad iniziare alle dieci e quarantacinque, mentre dall'altro lato alle nove e quarantacinque.

Successe un putiferio. Le vecchie teorie ripresero vigore e l'addietrologia trovò nuovi adepti da un lato e dall'altro. Prima iniziarono i mugugni, poi le prime manifestazioni, le rivolte, sinchè non ci fu una rivoluzione che al grido di: "RIMETTIAMOLI ADDIETRO!" spazzò via il governo e la sua ora legale.

Come sempre la storia è birichina e tutto  venne poi dimenticato quando fu inventato l'orologio a pendolo, che segnava i quarti d'ora, le mezz'ore, e le ore. Da quel momento in poi ognuno si svegliò quando gli pareva, e dell'addietrismo non rimase traccia.

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categoria:vocabbolario
lunedì, 10 novembre 2008

Tempo addietro ho scritto un racconto. Una commedia, o forse una farsa. Insomma un racconto umoristico. Mi sono proprio divertito a scriverlo. Immaginate un paese qualsiasi; immaginate un miracolo. Immaginate cosa può succedere.  Soprattutto immaginate non il solito miracolo, tutto lacrime e sangue. Immaginate invece un miracolo allegro. Immaginate cosa può succedere.

L'ho scritto e me lo sono pubblicato. Però non sono soddisfatto. Vorrei un confronto più ampio con chi ha voglia di leggerlo e di divertirsi. Sulla base di questo confronto deciderò se portare avanti "Un buon Consiglio" per le altre case editrici.

Fatemi sapere e a chi lo leggerà, buona letturaunbuonconsiglio

postato da: Faberjack alle ore 21:40 | Permalink | commenti
categoria:ironia, editoria, miracolo, favola
mercoledì, 05 novembre 2008

Alcuni giorni addietro in una trasmissione televisiva, un noto imprenditore italiano, chiamato li a presentare il suo libro parlò dell'America della sua giovinezza. Un'America simbolo, un paese amato nel mondo. "Oggi non è più così", disse.

Anche per me, che ho anagraficamente almeno venti anni di meno l 'America di ieri (ieri 4 novembre 2008) non era più quella della mia giovinezza.

L''america della mia giovinezza suonava il Rockn'blues; aveva le atmosfere californiane dei Supertramp e insieme la poesia spigolosa e dolorosa di Patty Smith; aveva le risate strafatte dei Freack Brothers, e l'eleganza jeans dei Levis. Digeriva poi dal recente passato  la forza esplosiva di Hair e la dissacrazione di M.A.S.H. Era la libertà, l'America.

Poi però tutto è cambiato. E' iniziato negli ultimi anni della guerra fredda, quando è diventato chiaro che un piccolo paese come il nostro non era che una pedina in un gioco molto, molto più grande, e che qualsiasi ideale poteve diventare, in questo grande e invisibile gioco, solo un miserabile strumento. A seguire, finita la guerra fredda, tutto è ancora peggiorato. Quell'America, sogno di Libertà è diventato il gendarme armato del mondo, gestore in prima persona di equilibri imperfetti, gravidi di morte e seminatori di odio. L'america non era più la libertà.

Sino a ieri.

Oggi, in quel grande paese si è accesa una piccola luce. Una piccola luce che però può illuminare buona parte del mondo di una nuova luce, di una nuova speranza. Una luce buona, diversa. Una vasta parte del mondo, oggi, guarda con speranza a quella piccola luce. Io con loro.

Buon lavoro mister Obama.

 

postato da: Faberjack alle ore 20:45 | Permalink | commenti
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