lunedì, 28 luglio 2008

Herzog soffre e non sa perchè. Ha due matrimoni finiti alle spalle, altrettanti figli, ma non è quello che lo fa soffrire. Herzog pensa, incessantemente; e scrive, scrive i suoi pensieri in forma di lettera. E cerca di capire. Cerca di capire dov'è l'errore. Se è in lui, se è negli altri. Cosa, dove, quando tutto è diventato sbagliato? Perchè lei non l'ama? Di più, lo odia. Lo odia anche per quel suo pensare.

Herzog corre sul filo della pazzia, borderline si direbbe oggi, e piano, pagina dopo pagina recupera se stesso, la sua individualità, il suo essere uomo, i suoi sentimenti. Li prende, uno ad uno e li riporta a se dopo averli esaminati ben bene sotto la luce della nostra strana e moderna società. Un cammino difficile, complesso, eppure alfine semplice, umano.

Era tempo che non leggevo un libro così interessante.  Herzog, edito nel 1963 (ormai 45 anni fà) è più attuale che mai. L'uomo che soffre nella inconciliabilità  tra lettura della realtà e realtà stessa, sembra oggi l'immagine dei nostri intellettuali, sempre più lontani dal vissuto, sempre meno "gente".

La scrittura è poi eccezionale. Herzog riflette, scrive i suoi pensieri, dialogando poi con una galleria di personaggi incisi col bulino e vivi come mai in tutti i loro chiaroscuri.  Bellow riesce quindi nel miracolo di dare tre voci al suo personaggio senza straniare mai il lettore dalla storia, dalla sua storia, che l'autore ricostruisce passo dopo passo.

Come nasce la nostra visione del mondo? Cosa ci ha segnato dalla nascita ad oggi per condurci, grandi e maturi ad essere dei perfetti inetti alla vita sociale, o al contrario dei grandi inseriti nel contesto? E soprattutto, è possibile parlarne scavandosi dentro sempre con una certa ironia senza annoiarsi di se?

Pare di si. Da leggere assolutamente

Per saperne di più di Bellow un articolo di Fernanda Pivano in occasione della sua morte nel 2005

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2005/04_Aprile/06/bellow.shtml

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martedì, 22 luglio 2008

Lunedì sera

Questa sera, serata gastronomica. Quattro signore che insieme stazzavano certamente oltre i quattro quintali hanno impastato ininterrottamente per tutta la sera "cullurielli", una mortale mistura di farina e patate, che una volta fritta assume l'illusorio aspetto di una docile e leggera frittella, ma che durante la notte si rivela per quella feroce e pesante bestia nera che è. Alcuni sciamani, finiti i funghi sacri, so che usano la pastella per avere le loro visioni. Solo però quando vogliono visioni di disgrazie. Credo si sia capito che ho dormito male.Ho sognato il mio maestro delle elementari, che quando era buono usava le mani e non la bacchetta. Ho sognato poi la mia innamorata delle medie, che anche questa volta, ormai diventata grande e grossa non me l'ha data.  

Martedì

Pranzo leggero: un pomodoro condito con poco sale. Di più potrei morire. Ho finito il libro di Conrad. Un grande scrittore. Mi inebria, oltre all'atmosfera magica e tragica che riesce a creare, la descrizione del suo fare, su questi brigantini a vela. Descrive qualcosa che non c'è più. E questo muoversi dei sentimenti nel trapasso del secolo nella modernità è qualcosa che mi piace da morire. Ho preso "Herzog" di Bellow: le prime pagine sono molto intriganti. Oggi un falco ha svolazzato basso sulla mia macchina. E' passato indifferente per andare a posarsi poco distante su un albero. Mi piacciono i rapaci. Qui ce ne sono. Sento il loro grido prima di vederli, poi, scrutando il cielo li vedi arrivare con calma. Almeno sembra calma da qui giù. Perlustrano tutto il territorio incuranti di noi, e io spero sempre di non sentire qualche fucilata di contorno. Ma pare che li lascino in pace. Questa sera pesce. Sul barbecue naturalmente.

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lunedì, 21 luglio 2008

Venerdi 18 Notte fonda

 Si riapre l'eremo calabro in quel di Petramala (la storia gli ha dato un altro nome, ma Petramala mi piace molto di più) e eccoci di nuovo qui, dopo il classico viaggio di ordinanza sulla Salerno-Reggio Calabria. Ormai a Battipaglia, di fronte alla fila da "lavori in corso" ho un sussulto di tenerezza. Quasi piango di nostalgia. Reincontrare l'attesa , lungo la linea d'asfalto, è come reincontrare un vecchio amico. Tremo, pensando a quando i lavori saranno finiti e con buona pace degli italiani potremmo finalmente regalare a qualche grande industriale del nord tutto il percorso, così - loro - potranno finalmente mettere a frutto tutti i nostri soldi.  Ma sono ingeneroso. Io non tremo per il benetton di turno; tremo perchè non troverò più la fila, e questa raggiunta modernità griderà a gran voce che un altro pezzo della originale sudisticheria italiana (nonchè della mia vita) se ne è andato.

Bando alla malinconia. Siamo in vacanza. Dopo le nove ore di ordinanza eccoci qui, all'ombra del castello. Non vedo il mare li, in fondo alla valle, ma lo immagino però. E' un'ombra scura e silenziosa in fondo all'orizzonte. La luna illumina gli ulivi sparsi per tutte le campagne  e il mio eremo è splendido. I mesi di abbandono non lo hanno mutato. Stanchi andiamo a dormire. Mia moglie però parte subito per la sua prima lavatrice. C'erano dei panni gelosamente conservati lì per mesi e mesi che attendevano impazienti, e allora via per il migliore programma disponibile. Alcuni anni fa intervenivo criticando, anche aspramente, questo anelito verso il "bianco più bianco" a qualunque ora del giorno o della notte e in qualunque latilongitudine. Ora mi sono arreso. Che ognuno combatta con i propri fantasmi.

Sabato tutto il giorno

Mare,mare, mare, mare, mare,mare. Sole,sole,sole,sole,sole. Ho letto il primo libro che avevo portato per le vacanze: Absurdistan. Non so che giudizio dare. La lettura stanca, manca di vivacità, e nonostante la volontà di essere leggero nella descrizione di questo mondo in disfacimento, il disfacimento è veramente troppo per riuscire ad essere leggero. Comunque devo dire che aver resistito sino alla fine ha avuto i suoi pregi: l'intreccio della storia è da tenere a mente. Machiavelli è ormai un povero pivello rispetto alle grandi strategie internazionali.

Grandi novità in quel di Petramala: dopo anni di onorato servizio va in pensione il mio Barbecue, e viene sostituito da un nuovo e più capiente apparecchio. E' morto il barbecue! Viva il barbecue!!  Naturalmente è stato inaugurato subito con una grigliata mista di carni sapientemente innaffiata da un cirò bianco di tutto rispetto. Ho avuto qualche difficoltà a farlo partire, ma poi tutto bene.

Domenica sera   

Il fontanaro ha colpito ancora! Siamo senza acqua. Voi direte: "è normale al sud". Manco per niente! Risponderò io. Questo paese trabocca d'acqua! E' pieno di canali, fontane, fiumi, torrenti. Il problema è un altro: il fontanaro!

Il fontanaro (alias U funtanaru) è l'impiegato comunale addetto al pompaggio delle acque. Colui che deve provvedere a girare le necessarie valvole e riempire il sebatoio che - a monte del castello - provvede a rifornire di acqua la parte alta del paese. Ora, è vero che la parte alta del paese è disabitata, e che nel pieno dell'estate, con tutta la mia famiglia e gli altri abitanti non superemmo i quindici elementi; è vero che il volume delle lavatrici di mia moglie è tale da far sballare qualunque presunto consumo d'acqua; è vero tutto, ma perchè nel resto del mondo (almeno quello civile) si è usi utilizzare quel prodigio fantastico chiamato "elettrovalvola" e qui no? Qui bisogna attendere il lunedì mattina, litigare per telefono con l'addetto comunale, immaginarlo mentre - suppongo maledicendo tutti i Romani ( e tutti i saraceni, ma questa è un'altra storia)  in vacanza - si reca a girare la valvola, e dopo pochi minuti si ha di nuovo l'acqua. Gioie del Sud. Ho finito il secondo libro: "L'avventura di Pietro Pomice" di Carlo Manzoni. romanzo umoristico letto in edizione originale Rizzoli del MCMXLIIII. Carino. Quanto mi piace il romanzo umoristico. Questo poi era oltre il confine del surreale. Ormai sono pochissimi gli autori in grado di scrivere romanzi umoristici .Pulsatilla scrive bene l'umorismo, anche se in lei c'è comunque una vena di angoscia che nei Manzoni, nei Mosca, nei Guareschi, non era per nulla presente. Il senso dei tempi credo. tragici cioè.

Lunedì

Oggi ho presa una vacanza anche dalla vacanza: ho mollato tutta l'allegra famigliola che se ne è andata al mare e me ne sono rimasto nell'eremo. Che bello! Ho dormito fino alle tre; ho pranzato con un piatto di pomodori e tuma (meraviglioso formaggio del posto) e iniziato un libro di Conrad: Racconti  di  mare e di costa. Poi lunga chiacchierata con Splinder e questa sera serata gastronomica in paese.

La felicità delle piccole cose.

 

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categoria:vacanze, ironia
venerdì, 11 luglio 2008
Oggi, su alcuni quotidiani della capitale è uscito il farneticante annuncio di un "comitato di residenti esquilino" che, per il rispetto delle regole (?) ha annunciato che con mazze ferrate sfonderà personalmente le vetrine di negozi che a loro giudizio non sono in regola con la legge.
Credo proprio che questo paese sia veramente ridotto male. Si prova ripetutamente a far saltare anche le più elementari norme della democrazia. In questo quadro deve essere impegno di tutti cercare di difendere quanto sinora conquistato e mantenere e far crescere una idea di società che non trova il proprio fondamento nella violenza, ma nella certezza del diritto e nel rispetto della legalità.
Quindi, come uomo impegnato in politica mi sono sentito in dovere di scrivere ai referenti politici e amministrativi per segnalare la situazione e solltecitare una reazione democratica.
Attendiamo fiduciosi.
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C.a. Sig. Presidente I Municipio Orlando Corsetti
E pc.Sig. Sindaco    Gianni Alemanno    
 
Egregio presidente,
gli abitanti dei quartiere Esquilino Monti non sono rimasti sorpresi leggendo i proclami razzisti contro le comunità straniere enunciati di una minoranza che proprio non riesce a uscire dalla dimensione della “squadraccia” per passare al vero rispetto della legalità.
Per fortuna la grande maggioranza degli abitanti è ben lontana da questi enunciati e comportamenti che sanno di “ventennio”, ed è invece – e da tempo – impegnata a costruire percorsi di integrazione e rispetto della legalità che sono la vera strada per lo sviluppo e la crescita di una civile convivenza tra le diverse comunità.
Convivenza che è ad oggi un percorso obbligato dal carattere stesso della nostra società, che vede merci e uomini in veloce movimento tra i diversi stati.
Il quartiere Esquilino in questi anni è stato un esempio di civile convivenza, e non basteranno poche minacce dal carattere razzista a incrinare il lavoro sinora svolto.
Piuttosto le istituzioni sono chiamate a vigilare sul rispetto della legalità da parte di tutti: sia di chi senza titolo alcuno si arroga il diritto di parlare a nome di tutto un pacifico territorio e invece non rappresenta che la propria violenza; sia di chi opera nel commercio o nell’economia del territorio, di qualsiasi nazionalità esso sia.
Nello specifico del tessuto economico, oltre a invitarla a verificare e a far rispettare, con gli strumenti istituzionale che Le competono, la legalità degli esercizi commerciali oggetto di discussione, colgo l’occasione per segnalarLe come da più di un anno dormano negli uffici del primo municipio le richieste effettuate dalla quasi totalità degli esercizi commerciali cinesi per l’installazione delle insegne commerciali nella doppia lingua cinese/italiano.
Come Lei sa, nella scorsa legislatura la passata giunta comunale strinse un accordo di legalità con la comunità cinese, e questo prevedeva, tra le altre cose, che gli esercizi commerciali avessero le insegne anche nella nostra lingua. La comunità cinese ha aderito in massa a questa richiesta, ma ci risulta che ad un anno di distanza, delle oltre cento richieste effettuate, ne siano state evase solo quattro.
Le segnalo il problema perché sono certo che entrambi possiamo convenire come la convivenza e l’integrazione delle diverse comunità siano il frutto del comune impegno di istituzioni e cittadini per la legalità, e della capacità di una amministrazione di rappresentare a tutti i cittadini onesti, di qualsiasi nazionalità essi siano, il lavoro di gestione del proprio territorio di competenza, il rispetto degli impegni presi.
Fabrizio Rasori
Coordinatore Sinistra Democratica Celio Esquilino Monti
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categoria:politica, democrazia
giovedì, 10 luglio 2008

Di seguito quanto ricevuto da Greenpeace in merito alla campagna per una Moratoria sull'espansione delle coltivazioni di palma da olio. Per tutti gli amanti della nutella è un buon giorno.

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In seguito alla nostra campagna “Nutella salva la foresta” e grazie anche al tuo aiuto Ferrero ha aderito alla nostra richiesta di moratoria sull’espansione delle coltivazioni di palma da olio che distruggono le ultime foreste del Sud est asiatico e alla Nazionale degli ultimi oranghi del Borneo e alla raccolta di oltre 10.000 firme, siamo riusciti ad ottenere – dopo il successo su Unilever - un altro enorme risultato su una delle più grandi multinazionali italiane.
In una lettera inviata a Greenpeace, Ferrero dichiara di “essere pronta a muoversi per raggiungere, in un lasso di tempo ragionevole, i seguenti obiettivi:

  • moratoria su ulteriori deforestazioni dovute alla produzione di olio di palma;
  • sviluppo di sistemi credibili di tracciabilità e di certificazione di quest'ultimo

Tuttavia se la deforestazione non verrà fermata, gli sforzi di  Ferrero e tutte le altre multinazionali della RSPO  per rintracciare olio di palma sostenibile sono condannati al  fallimento.

Continueremo a lavorare affinché anche le altre grandi multinazionali che  utilizzano olio di palma e i membri della RSPO (Tavola Rotonda per  l’Olio di Palma Sostenibile),  uniscano le forze insieme a Unilever e Ferrero per chiedere ai propri  fornitori di olio di palma di sostenere la moratoria per bloccare la  distruzione in corso.
Per salvare il pianeta dagli effetti del cambiamento climatico a causa delle deforestazione la strada è ancora lunga ma vi terremo informati e, se dovesse essere necessario, chiederemo ancora il vostro aiuto per stimolare quelle multinazionali che ancora non hanno preso una posizione chiara, affinché sostengano la moratoria.

Il nostro lavoro, però, non è affatto terminato.
E avremo ancora bisogno di te.

Grazie ancora per il tuo aiuto.
Chiara Campione
Responsabile della Campagna Foreste
Greenpeace Italia

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domenica, 06 luglio 2008

Foto pubblicata da Faberjack
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domenica, 06 luglio 2008

L'ho fatto. Ho ripreso una barca. O meglio, l'idea di una barca. Un vecchio scafo in metallo, da lungo tempo abbandonato e il cui destino più probabile era di finire come portafiori illuminato nel parco di qualche rampante industriale. No, non era possibile.

Quindi, l'ho preso. E adesso so cosa farò nei sabati dei prossimi tre anni (oltre a divorziare, credo). Ma la cosa era troppo affascinante.  Questa barca mi sembra un vecchio uomo, appesantito dagli anni e dai dolori ma con un'anima splendida. Bisogna lavorarci sopra per farlo tornare a viaggiare, per farne un essere felice. Non si tratta nemmeno di un restauro (non essendoci di questa barca, cantiere "Berti & Luschi" alcuna informazione disponibile), ma di una creazione, anzi, di una Ri-creazione. La mia personale nelle ore che che ci passerò a lavorare, e della barca che dovrà rinascere.

Ma la barca non navigherà soltanto. Farà di più. Viaggerà portando la poesia di paese in paese. Si, della sua Ri-creazione voglio fare un progetto "altro". Qualcosa di bello e assolutamente inutile. Quasi inutile come passare la vita cercando di pagare impossibili tasse, impoverendosi mentre si arricchisce qualcuno che neanche si conosce.

Quindi vi annuncio la nascita dell'associazione Centomilasogni, il cui oggetto sociale sarà la propaganda della poesia nel mondoLa barca, il cui bene sociale sarà una vecchia barca, il cui capitano sarà un vecchio ( e simpatico) pazzo che ogni tanto scrive poesie.

postato da: Faberjack alle ore 10:48 | Permalink | commenti (1)
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