giovedì, 02 luglio 2009
Sui monti della Navarra, tra boschi e paesaggi incantati, mnetre da pellegrino laico sono assorto nella meditazione sui mie limiti e su come fare ad arrivare a Santiago di Compostela con tutte e due le gambe in condizioni non proprio pietose, proprio li', proprio su piu' bello che mancava poco all'estasi, e non c'era neanche Santa Teresa, mi arriva una telefonata da quel posto che io iniziavo gia' a pensare fosse stato solo un incubo: l'Italia. Era Vera, e' vera.
- Ciao, ho saputo che avete sciolto Sinistra Democratica
- Si, abbiamo dato corso a quello che...
Mi interrompe nervoso - Ma chi lo ha deciso?
- Beh, erano un milione, sono venuti a votare per noi...
- ma queste cose non si fanno cosi'
- ???
- Il vostro e' un metodo antidemocratico...
Finalmente trovo la forza di ribattere - Guarda che ne abbiamo dato annuncio pubblico, ma tu dov'eri ? Sai, sono mesi che noi ci roviamo il mercoledi' alle 18, ma non ricordo di averti mai visto.
- Queste cose non si fanno cosi', il consiglio di garanzia...
- Il consiglio di garanzia??  Vuoi dire quell'organo del movimento da cui aspettiamo ormai da tre mesi qualche notizia? Esiste allora?

Vi risparmio il resto. Compagni. Il vertice e' da abbandonare tutto. Prendiamo Vendola e scappiamo, subito!!
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categoria:politica, democrazia, sinistra democratica, sinistra e libertà
sabato, 20 giugno 2009

" Abbiamo alle spalle le emozioni dell´ultima campagna elettorale e tutti sapevamo quanto sarebbe stato difficile raggiungere il quorum del 4%, il frutto avvelenato dell´accordo tra i grandi partiti italiani. Nonostante Sinistra e Libertà non abbia superato lo steccato eretto il risultato ottenuto è tutt´altro che disprezzabile.
1 milione di persone ha espresso il proprio voto ad una lista che sino a poche settimane fa non esisteva, ad un simbolo totalmente nuovo e ostracizzato dai grandi mezzi di comunicazione durante la campagna elettorale.
Ora però abbiamo sulle spalle una grande responsabilità: far contare davvero questo milione di
donne e uomini che ci hanno dato fiducia, e se ciascuno di noi tornasse gelosamente nel proprio piccolo recinto, avremmo tradito le speranze che in noi sono state risposte.

1 milione di donne e uomini ci chiedono ora di costruire una nuova sinistra, capace di affrontare la sfida del buon governo, e che lo sappia fare con il linguaggio dell'uguaglianza, del progresso per tutti, della vera giustizia per tutti. Una sinistra nuova, che raccolga e sviluppi le istanze ecologiste coniugandole con l'economia reale del nostro paese. Una sinistra vera, che sappia raccogliere e realizzare le speranze di una vita più felice e migliore per tutti.
Dalle elezioni europee, le forze tradizionali del socialismo europeo hanno subito una cocente sconfitta.
Nei paesi in cui queste realtà hanno ecceduto nel moderatismo, rendendosi indistinguibili al campo conservatore, sono state profondamente penalizzate dagli elettori. Con la crisi economica che
batte con durezza in Europa, le promesse della crescita senza fine, dell´opportunità illimitate legate ai processi della globalizzazione, di cui i partiti della sinistra riformatrice sono stati i cantori, sono
naufragate con l'emergere di nuove inaccettabili forme di disuguaglianza.
Qui c´è la sfida della nuova sinistra. Dobbiamo immaginare un nuovo lessico che ci consenta di ricucire insieme i brandelli sempre più sfilacciati delle nostre società. Quel milione di donne e di uomini ci chiede di rimetterci in cammino. Non possiamo pensare di costruire una nuova sinistra, con la testa rivolta al
passato. La fiducia che ci è stata accordata non è illimitata, l´esperienza del recente passato ce lo insegna. In questo senso, crediamo sia necessario non indugiare nel percorso che ci attende.
Le nostre identità non debbono essere l'ostacolo alla costruzione di una nuova sinistra, ma al contrario la ricchezza di una forza sempre più grande e varia. Non areniamoci nelle secche della vecchia politica, della quote, dei bilancini, del correnti e dei contrappesi.
Individuiamo sin da ora un percorso diverso, dove ciascuno di noi vada a rappresentare se stesso, una esperienza fondativa in cui le porte e le finestre siano spalancate, in cui ad una testa corrisponda un voto.
Sinistra Democratica Esquilino, realtà politica di un territorio romano in cui Sinistra e Libertà ha raccolto circa il 7% , ha deciso di seguire un percorso fondativo sin da ora.
Mercoledi 24 alle 18 presso il Cielo Sopra l'Esquilino in via Galilei 57 a Roma, la realtà di movimento di Sinistra Democratica Esquilino si scioglierà per dar vita, con atto costitutivo e sin da subito ad una unita' territoriale del partito SINISTRA E LIBERTA'.
Non possiamo fermarci, 1 milione di donne e di uomini in Italia (e c.a. 1200 a Celio Esquilino Monti) ce lo chiedono."

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E' indetto per mercoledì 24 giugno 2009 alle ore 18, presso l'ass.ne Il Cielo Sopra l'Esquilino via galilei 57 Roma il direttivo di Sinistra Democratica Esquilino. Il direttivo è aperto a tutti gli iscritti, i simpatizzanti e gli elettori di Sinistra e Libertà dei territori di riferimento.
Oggetto del direttivo sarà:
1. scioglimento di Sinistra Democratica Esquilino e formazione di Sinistra e Libertà Celio Esquilino Monti
2. Organizzazione della formazione politica sul territorio
3. Apertura della campagna di Adesione a Sinistra e Libertà Celio Esquilino Monti
4. varie e eventuali.

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categoria:politica, primo municipio, sinistra e libertà
mercoledì, 10 giugno 2009

"Signori si nasce, e io modestamente lo nacqui". Così diceva Totò, grande conoscitore della natura umana e di tutte le sue debolezze.

Quindi, prendendo esempio da Totò, non starò qui a sottolineare che nel  Primo Municipio del comune di Roma, ( e con lui l'Esquilino) la lista SINISTRA E LIBERTA' ha preso il 6,6% facendo registrare il risultato più alto tra i municipi romani, (e entrando idealmente in Europa in barba a ogni legge liberticida).

Non starò poi a sottolineare il fatto che i candidati indicati da Sinistra Democratica Esquilino, Giuliana SGRENA, Simonetta SALACONE, Mauro PALMA, sono risultati, dopo Fava e Vendola, i più votati della lista nel rione;

Non starò poi certo a sottolineare come forse il lavoro svolto con la nostra rappresentante eletta al consiglio del Primo Municipio Letizia Cicconi, (che non perde occasione per fare sentire BEN FORTE le ragioni della sinistra sia in consiglio che sui giornali e nelle occasioni di incontro con le autorità comunali), magari ha avuto un peso nel piccolo risultato positivo raggiunto.

Non starò certo qui a rimarcare che tutto ciò che si è fatto - sempre troppo poco per carità - lo si è fatto con l'aperta ostilità della dirigenza romana di Sinistra Democratica.

Insomma, non starò qui. Idealmente (purtroppo solo idealmente) io sono in Europa. 

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categoria:politica, sinistra democratica, primo municipio, elezioni europee
venerdì, 29 maggio 2009

Mentre continua a tenere banco la telenovela "Noemi e il Cavaliere",  - Meno male qualcuno si è indignato. Fosse anche tutto un calcolo preelettorale, meglio di niente - sono invece passate in secondo piano le altre grandi vittime dell'accadimento: le "veline". Quelle belle ragazzotte di buona salute e grandi speranze, quasi candidate alle elezioni europee, la cui splendida carriera politica è stata interrotta dagli improperi della signora Veronica.

Meno male, diranno in molti. Meno male? Dirò io. Però con il punto di domanda. Perchè credo che quanto accaduto debba sollecitare una domanda (o più domande) in noi  e a seguire delle inevitabili riflessioni sull'argomento: come può accadere che essere una bella ragazza e interpretare "Eliva di Rivombrosa" o partecipare al "Grande Fratello" diventino titolo di merito per la candidatura politica? 

Gira in questi giorni per il web un bel documentario dal titolo IL CORPO DELLE DONNE che fornisce in parte una risposta , almeno laddove evidenzia la quasi totale mercificazione dell'immagine mediatica del corpo femminile e laddove evidenzia come questo stesso corpo assuma, sempre mediaticamente ma anche materialmente, forme sempre più innaturali. Chi vuole approfondire veda il documentario, ne vale la pena.

Io però, sono un uomo. E posso e devo parlare con gli occhi e la mente di ciò che sono e chiedermi la mia parte in tutto questo.  E' vero, confesso, rispetto a una coscia lunga, un sedere tondo, un seno pieno, la mia reazione naturale è di grande interesse e concentrazione sugli argomenti esposti. Che ce posso fà? E' il testosterone che - per fortuna - anche ai miei 46 anni continua  a circolare per l'organismo.

Sono quindi colpevole? O forse sono vittima? Direi tutti e due. Sono vittima laddove chi conosce le reazioni del mio istinto le sfrutta per i suoi interessi; sarei colpevole laddove accettassi acriticamente le tesi esposte (e che siano esposte non c'è dubbio.) Ho usato il condizionale perche, personalmente, non accetto acriticamente le tesi esposte ( nonostante il testosterone faccia il suo lavoro).

Dalla mia posizione di vittima, "colpevole" di essere uomo credo che sia una aberrazione l'ostentazione continua della bellezza femminile associata ad ogni tipo di prodotto, dalle colle, ai pneumatici, alle creme, alle case, ai viaggi, e da ultimo alla politica, ridotta anch'essa a prodotto.

Quando ero ragazzo e partecipavo ai cortei di protesta, ricordo che, tra i vari spezzoni di cortei, ognuno organizzato politicamente (qualcuno anche militarmente), c'era lo spezzone femminista. Mi preoccupava, mi inquietava anche. D'accordo, ero adolescente allora e la donna mi faceva paura in se, come soggetto ancora sconosciuto. Ma mi inquietava la loro diversità, alterità, e sopratutto impenetrabiltà ideale. Tra l'altro, essendo stagione di lotte, la mia ragione non poteva non riconoscere il fatto che le loro rivendicazioni fossero in larga parte nel giusto.

Ecco, quello che io oggi vedo come assenti, non sono tanto i diritti delle donne. Molto ancora c'è da fare, ma i costumi e gli usi da trent'anni a questa parte sono veramente molto cambiati. Tanto di quello che allora era oggetto di rivendicazione, ora è uso comune. Le mie figlie non devono discutere per avere la loro libertà, è un dato acquisito. Non è questo che è assente. Ciò che manca è l'mpenetrabilità, l'esclusività del pensiero femminile. Quello che non c'è è il pensiero interamente e solamente femminile impegnato nella costruzione della propria identità personale e sopratutto sociale.

Oggi quel pensiero è assente, e cosa ancora più sconvolgente, (almeno a me sembra) il pensiero femminile attuale ha assunto i caratteri del pensiero maschile.  Il pensiero femminile è cioè diventato simile al maschile. Con questo non voglio assolutamente annunciare dolori e tristezze per il ricordo delle donne angelo del focolare! Tutt'altro. A me colpisce invece una donna che, per esempio nei confronti del bello estetico femminile, abbia in tutto e per tutto il mio stesso occhio.

Colpisce altresì dover constatare che in campo lavorativo si debba fare i conti con donne che hanno introiettato intimamente lo stesso carattere predatorio maschile, abdicando totalmente a quelle che invece sono le capacità più complesse proprie delle donne, capaci per istinto, di conciliare spirito materno e sensualità, per esempio o di coordinare le loro vite di mogli con quelle di lavoratrici.

Ma, allora? Come deve porsi un uomo di fronte a una società che gli offre, o donne proprio come la sua più perversa fantasia le vorrebbe, o al contrario come fossero proprio uomini anch'esse?

Sinceramente non  lo so, e mi piacerebbe veramente avere una platea ( di uomini prima che di donne) con cui discuterne per elaborarne un pensiero socialmente compiuto. Nel frattempo, nel mio piccolo, penso che l'uomo ha alcune (non molte ) cose rivendicabili come originalmente sue e altre sempre originalmente sue da esercitare però come i tempi richiedono. 

Uno è il senso di paternità, e me lo rivendico tutto. Credo che un uomo nei suoi rapporti con l'altro sesso debba esercitare ciò che la natura gli ha dato: la capacità di offrire protezione. Nel metro naturalmente che questa società dà, ma senza rinunciarci. Cioè senza intaccare la libertà altrui (femminile di oggi), ma offrendo la naturale protezione dell'uomo quando questa è necessaria e naturale. Per fare degli esempi pratici: accompagnare a casa l'amica-amante-moglie-etc; pagargli la cena-pranzo-mostra-aperitivo-etc quando si è insieme (che non significa non accettare il contraccambio, ma cercare però in questo senso di accudire); cercare di risolvere piccoli problemi pratici della vita quotidiana, quali fare un biglietto del treno-cambiare una presa-prenotare al ristorante-parcheggiare-etc (che non significa non sapere che lei può tranquillamente farlo da sola, semplicemente - magari non sempre - cercare di sostenere l'altra); offrire la propria solidarietà nelle scelte dell'altra, facendo da contraltare, ma con una criticità morbida, non competitiva, ma costruttiva, così appunto come farebbe un padre.

Accanto alla paternità, di cui ho detto, un'altra delle cose rivendicabili come originale dell'uomo è la specifica capacità di amare la donna, intendo con questo la capacità di penetrare proprio in senso fisico la donna. La natura ci ha fatto così è così sia.  Questo originale capacità fisica oggi si scontra con un immaginario di donna che - lo abbiamo detto poc'anzi - o è disegnato da Manara, o sembra uscito or orora da un consiglio di amministrazione ( estremizzo per sintetizzare). Ciò, per fortuna, non toglie in genere all'uomo la voglia di "penetrare". Solo, io credo, che la situazione imponga uno sforzo ulteriore a noi uomini: lo sforzo di distinguere sempre e nettamente i piani di incontro con il genere femminile.  Credo cioè sia necessario per l'uomo d'oggi tenere ben presente che - per esempio - la splendida donna nuda che ha nel letto e con cui sta esercitando lo specifico compito che la natura gli ha donato, li in quel letto è si la più lasciva e dolce delle compagne di letto, ma fuori di li potrebbe anche essere il suo capo ufficio, e il fatto di aver goduto di ogni suo "favore", non gli dona proprio alcun potere "possessorio o proprietario" su di lei. Se non un giusto e naturale senso di "paternità" di cui abbiamo detto prima.

Che c'entra tutto questo con le veline, direte voi?

C'entra. Perchè è l'idea che ci facciamo dei nostri rapporti con l'altro/a che disegna la realtà, e disegnandoci originalmente la realtà come la vogliamo, che  togliamo spazio a chi vorrebbe imporcela disegnandocela a suo proprio uso consumo e beneficio.

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categoria:donne, filosofia, femminismo, democrazia, veline
martedì, 05 maggio 2009

Tiene banco in questi giorni la vita privata del "cavaliere". Peccato per il personaggio in questione l'uso di questo titolo, Cavaliere,  che nell'immaginario collettivo rappresenta baldi eroi pronti a sacrificare la propria vita per salvare le donzelle dal drago o anche a difendere la tavola rotonda con annesso Re Artù. A noi invece ci tocca un cavaliere un pò diverso: pare più il drago da cui salvare le donzelle; della tavola rotonda direi di non parlarne proprio. Più che rotonda ormai è apparecchiata.

Fatto stà che tale personaggio oggi è - di nuovo - al centro dell'attenzione e non certo per i suoi meriti politici. Pare, a sentire la moglie che ce lo ha fatto sapere a mezzo stampa, che tale personaggio "frequenti minorenni" e che sempre a sentire ciò che dice la moglie "non stia bene" e "abbia bisogno di aiuto".

Ora, io non credo si possano, in genere, dare lezioni di moralità (chi è senza peccato scagli la prima pietra, è stato detto da fonti molto più autorevoli di me), però forse qualche indirizzo di comportamento etico, a questo paese dalla coscienza devastata bisognerà pur darlo, e dirlo.

Non è che ci si voglia mettere in mezzo a una questione di famiglia. Affari loro. Ma a me risulta che per persone "grandi" andare con minorenni possa risultare anche non proprio legale. Certo, ci sono i distinguo di età; certo, dire "frequenta" è dire e non dire. Ma comunque si sta adombrando qualcosa che ha un peso che travalica - e di molto - la sfera del privato. Si sta andando a dire che chi ci rappresenta tutti ha personali comportamenti al di la della legge, della morale e dell'etica, così altamente censurabili da lasciare chiunque sconcertato. Teoricamente.

Nella pratica sembrerebbe invece che anche questa volta il paese non abbia colto il grave della faccenda. Non li scuote che un personaggio al vertice dello stato possa "frequentare minorenni".  Forse non hanno capito. Eppure il passaggio è fondamentale, perchè rappresenta proprio il punto dove il privato diventa pubblico.

Ognuno è libero di impegnare il proprio privato come meglio crede, con amanti, con opere di bene, con l'esercizio fisico, con l'arte, con la famiglia, con la pesca, come gli pare. Però ci sono dei limiti. La legge è un limite, la decenza anche.  Oltre a ciò, la carica pubblica, essendo rappresentativa impone - imporrebbe - limiti anche più severi, proprio perchè rappresentativa. Ma nessuno si scompone egualmente per quanto accade. Mi viene da pensare che evidentemente gli italiani si riconoscono nel settantenne che va con le ragazzine.  

Oppure che ormai gli italiani non, e basta. Qualsiasi cosa sia, la risposta è non, e nulla più.

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categoria:politica, vita di coppia, cavaliere
martedì, 28 aprile 2009
Di nuovo
guardo in basso
e poi di lato.
E poi ti cerco.
Di nuovo.
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categoria:poesia, febbre
venerdì, 24 aprile 2009
RIUNIONE DEL 22.04.09 DEL DIRETTIVO
SINISTRA DEMOCRATICA CELIO-ESQUILINO-MONTI
 
Il direttivo della sezione SD di Celio-Esquilino-Monti si è riunito nella giornata di mercoledì 22 Aprile 2008 alle ore 18.00 per discutere i seguenti ordini del giorno:
  1. dimissioni dell'attuale coordinatore di SD Esquilino
  2. attività politica in vista delle prossime elezioni
  3. forme della politica della sinistra nel rione Esquilino
  4. organizzazione di iniziative di solidarietà verso gli studenti e/o verso l'Università dell'Aquila.
Sono presenti Fabrizio Rasori coordinatore, .... (altri membri non nominati per rispetto della privacy)
 
In merito al punto 1 il coordinatore riassume brevemente il conflitto venutosi a creare con il coordinatore romano di Sinistra Democratica, e tutti gli atti non legittimi commessi a danno del lavoro e della stessa esistenza politica del circolo di Esquilino di Sinistra Democratica, nonché la richiesta di intervento presentata dal coordinatore al consiglio dei garanti sugli argomenti di conflitto. A tale richiesta non è seguito alcun atto o comunicazione da parte di tale consiglio dei garanti. Di fronte a ciò, lo sconcerto e la delusione del coordinatore è tale che lo stesso ritiene difficile poter continuare a rappresentare e lavorare per una organizzazione politica che dal suo comportamento mostra di non tenere conto dell’importanza delle regole democratiche per la gestione della sua vita interna, e quindi della democrazia stessa.
Il coordinatore rappresenta insieme come il comportamento della direzione romana ad oggi, abbia portato al non coordinamento della sua azione con la direzione, e che ciò è particolarmente grave, soprattutto considerando come nell’area dell’Esquilino e dei rioni Celio e Monti la sinistra moderata e progressista è stata sempre presente e che l’abbandono attuale,  specie ora in occasione dell’appuntamento elettorale è senz’altro nocivo per quelli che saranno i destini futuri delle forze di opposizione della nostra città. 
Il direttivo in merito al punto 1:
  1. prende atto delle ragioni rappresentate dal coordinatore e della correttezza da lui sino ad ora dimostrata;
  2. chiede di valutare un eventuale passaggio della istanza di protesta agli organi di garanzia nazionale,
  3. valutata sia la gravità del comportamento degli organi dirigenti del movimento, sia la gravità del momento storico in cui è risorgente nel paese una pericolosa e perniciosa destra antidemocratica, sia la imminenza dell’appuntamento elettorale, respinge le dimissioni presentate e invita il coordinatore a discutere degli altri punti all’ordine del giorno.
In merito al punto 2 e al punto 3 il coordinatore riporta come la lista “Sinistra e Libertà” sia al momento il centro di coagulazione delle varie anime della sinistra ambientalista e progressista che non si riconosce né nel PD, né nelle istanze veterocomuniste del PRC e dei Comunisti Italiani. Rappresenta altresì come la lista sia nei fatti una confluenza di candidati comuni, ma non ancora organismo partitico, e che il suo eventuale sviluppo è certamente legato ai risultati della tornata elettorale.
Il direttivo rappresenta altresì che tali risultati sono estremamente dubbi, andando la forbice dei sondaggi noti tra un risultato di tutte le forze di sinistra non superiore al 4,8% a un risultato complessivo di oltre l’11% . Al di là dei possibili risultati elettorali, sia in positivo che in negativo, il direttivo concorda come sia necessario mantenere viva la presenza della sinistra nel territorio di riferimento e che come tale presenza possa manifestarsi nel lavoro di sostegno ai candidati della lista “Sinistra e Libertà” che più rappresentano le istanze della sinistra progressista e moderata.
Il direttivo concorda altresì che tale appoggio va manifestato direttamente attraverso Sinistra Democratica Esquilino e le sue strutture e da mandato al coordinatore di procedere in tal senso
In merito al punto 4.  il direttivo decide di organizzare una iniziativa di raccolta fondi attraverso una cena di solidarietà. Tali fondi potranno essere destinati o al sostegno economico del comitato dei genitori degli studenti deceduti nel crollo della casa dello studente dell’Aquila o all’acquisto di testi universitari per gli studenti dell’aquila. In ogni caso i fondi raccolti andranno impiegati per il sostegno agli studenti dell’università dell’Aquila. La cena di solidarietà verrà organizzata in un giorno successivo al primo maggio.
Esauriti i punti in discussione, alle ore 19.30 il direttivo chiude i suoi lavori aggiornandosi alla prossima riunione.
 
Per il direttivo
Il Coordinatore
Fabrizio Rasori
 
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categoria:politica, sinistra democratica
lunedì, 20 aprile 2009
In questo periodo, complice un implacabile trasloco, sto risistemando i libri nella nuova libreria. Una bella libreria. Prende tutta una parete e gira anche su un angolo. Purtroppo non basta per tutti i volumi. E ne abbiamo anche eliminati. O meglio, una parte dei libri, principalmente fantascienza e altro, è a disposizione della -neonata -  biblioteca dell'associazione culturale "Il cielo sopra l'Esquilino". Nonostante le elergizioni e i vari metri  di scaffali attuali, lo spazio è comunque insufficiente per tutti i libri.
Primo dilemma: fare la doppia fila?
No!!! Sono contrario alla doppia fila. O meglio, dopo  anni di tripla e anche quarta fila non ne posso più. Quei quattro volumi che ho, li voglio vedere tutti. Allora bisogna operare una selezione.
Mia moglie, impietosa, ( e di parte) inizia: 
- Ma la "Manutenzione della barca in vetroresina", è poi così necessario tenerlo qui? Tutto sommato potrebbe stare anche in cantina.
- Veramente... - rispondo io 
Lei però continua:
-  scusa, ma " Come condurre un'azienda agrituristica" e "Produrre un buon vino", esattamente a che ti servono? Tu ti occupi di pubblicità.
- No, è che...
- "Capire e progettare le barche a vela?"
Di fronte all'ennesimo attacco perdo la pazienza e mi incazzo. Prendo in mano un volume qualsiasi della serie "Psicologia dello sviluppo" e parto al contrattacco:
- Potremmo spostare questi in cantina. Guarda quanto spazio occupano!
- Guarda che io ho già portato molti dei miei testi al lavoro!
- E io li li ho regalati all'associazione!
La cosa sta travalicando e  ci salva l'ora tarda e il bisogno di svegliarsi presto. Fine del primo round. Anzi, partita sospesa per impraticabilità del campo.
Solo che poi ci ho pensato tutto il giorno dopo. So di avere ragione a difendere i miei testi. Sono parte di me. E cosa sono di me?
Perchè, improvvisamente, in un pomeriggio di una domenica di Aprile sarei disposto a divorziare per " Come condurre un'azienda Agrituristica"? 
Quando mai condurrò un'azienda agrituristica?
Poi ho un'illuminazione: io non posso rinunciare a quei libri perchè quei libri sono me, sono i miei sogni.
Non so se potro mai aggiustare la mia barca, ma ho bisogno di nutrire il mio sogno, perchè possa - chissà - diventare realtà, e i libri mi aiutano. Produrrò mai un buon vino? Non lo so, ma quel libro mi ha aiutato a sapere come sarebbe produrre, e chi lo sa poi; cos'è in fondo la realtà, se non una creazione della nostra fantasia?
Quindi non rinuncio ai miei libri. Non posso. Ne va della mia integrità etica e psicologica.
Però non posso neanche divorziare.
Che fare?
Bisogna mediare.
Prima di tornare a casa compro del gelato - al cioccolato, so che le piace - e del vino bianco (rompo la mia dieta, ma ho bisogno di un pizzico di ebrezza)
La trovo che sistema i miei libri nella vetrinetta. Bofonchia un pò, ma li sta spolverando.
- Forse il "manuale del disegnatore tecnico" può andare in cantina - dico io conciliante.
-Anche quello del perito industriale - aggiunge lei un pò acida.
Il mio orgoglio di maschio dice, anzi urla  - Col cazzo!!! - ma i 46 anni suonati che porto sulle spalle invece valutano tutti i miei libri di nautica non nominati, che vedo ordinati e spolverati in bella mostra nella vetrinetta ,e allora (tirando un pò il fiato) dico : - Ma si, in fondo sono anni che neanche lo guardo.
Ho portato il gelato al cioccolato, per dopo cena.
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categoria:libri, sogni, vita di coppia
venerdì, 17 aprile 2009

Prendo a prestito per questo post il titolo del famoso diario di Cesare Pavese. Lettura per me ormai di molti anni addietro. E' faticoso vivere, ed è un vero mestiere. Si impara giorno dopo giorno, soprattutto dai propri errori. soprattutto perchè poi si tende a ripeterli. Se si sopravvive, se piano piano, solo un poco ci si migliora, se... se... se...

Ci sono migliaia di possibili "se" nel giornaliero esercizio di emettere e immettere aria nei polmoni, nel faticoso "mestiere di Vivere".  Pavese scelse in un triste giorno di Agosto di scrivere le ultime righe della sua vita (credo fosse il ventisette, ma potrei sbagliare) : "Non più parole, non un gesto. Non scriverò più".

Quando ero ragazzo tutto questo mi affascinava, e ancora oggi ritengo che ognuno di noi - in determinate condizioni - abbia il potere di scegliere cosa fare della propria personale esistenza. Se come dove quando terminarla, se è il caso.

Avendo però, meditato approfonditamente e da vicino sul concetto, seppur consideri il sucidio una legittima scelta, oggi non la ritengo una scelta giusta. La ritengo una scelta innaturale, frutto di un pensiero non sano.

Innaturale perchè se fosse naturale, potremmo spegnere per sempre il nostro corpo senza problemi in qualsiasi momento. Invece no. Morire non è facile. Ci si deve avvelenare, ferire, colpire. altrimenti non si muore.

Frutto di pensiero non sano perchè, nonostante tutto, continuo a trovarmi daccordo con Rossella O'Hara; e cioè, domani è sempre un'altro giorno. Perchè così è. Non vedere il domani lo considero quindi un pensiero non sano. Nato in un momento sbagliato, da mente sofferente. Incapace di alleviare la propria sofferenza. Carente degli strumenti necessari per alleviare la propria sofferenza. Tutti possiamo avere di questi pensieri. Trovarci in momenti "malati". Sono poi gli strumenti che abbiamo a disposizione a salvarci  o meno.

Sono solo le mie povere opinioni, naturalmente.

E' di questi giorni la notizia del sucidio di Roberta Tatafiore. A tanti questo nome non dirà molto, ai lettori del Manifesto qualcosa di più, alle ormai mature ex lettrici di Noi Donne qualcosa ancora di più. Era una donna intelligente, una brava giornalista, una storica femminista. Personalmente ho avuto modo di incrociarla, ma solo di sfuggita, per lavoro, avendo nella vita raccolto pubblicità anche per il mensile "Noi Donne" ( e ne vado orgoglioso), e di leggerne gli interventi sul Manifesto. Non mi era affatto ignota, insomma. L'area culturale è la sinistra romana.

Mi ha colpito la modalità del suicidio. Meditato, studiato. Costruito in maniera letteraria. Pensato e seguito passo passo come proposito e documentato con un diario. Credo pure con un inconsapevole gruppo di incontro tra donne.

Tragico.

Ma credo che il più tragico debba ancora venire. Perchè questa innaturale fine, sicuramente figlia di un dolore, ha già oggi, per i caratteri con cui si è manifestata, e per l'area culturale in cui si è manifestata, tutte le carte in regola per travalicare il semplice malessere personale, e diventare invece manifestazione culturale.

Io spero di no. Spero che rimanga invece solo la tragica fine dell' irrisolto malessere di un essere umano che per motivi personali, da comprendere con umana pietà, non è stato capace di superare i propri problemi.

 

 

 

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categoria:suicidio, tatafiore
martedì, 07 aprile 2009

Gli operatori di telefonia mobile TIM, Vodafone, Wind e 3 Italia, d'intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni SMS inviato contribuira' con 1 euro, che sara' interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l'assistenza. Il sistema sara' operativo dalle ore 23 del 6 Aprile. Dalle ore 9 del 7 aprile, sara' possibile donare 2 euro attraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero 48580. Il Dipartimento della Protezione Civile fornira' tutte le indicazioni sull'utilizzo dei fondi raccolti.

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